Il libro sul comodino

La mia selezione

Ecco un pochi di libri che amo, il che non significa che sia d’accordo con tutto quello che c’è ‘dentro’ né che di tutti abbia letto tutto, essendomi spesso limitato ad amarli, appunto, superficialmente, per il semplice fascino di certe idee di base, a volte per il loro profumo di carta nuova, addirittura per la loro scientificità talora, infine quasi sempre perché amavo i libri e le persone che mi segnalarono l’esistenza dei successivi. Qui stanno alla rinfusa, non secondo i tempi che li ebbi nelle mani ma secondo i modi di come li ritrovo qua e là per le stanze, negli angoli, sotto i cuscini o nelle valige negli armadi sui comodini nelle case degli amici e solo alla fine nella memoria, che mi fa difetto perché il passato è troppo. Seppure felice.

uno tra gli ‘imperdonabili’

“L’ironia è la via di fuga dei codardi” (pag. 51)

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spuntare sulla soglia

“Di tanto in tanto qualcuno di noi puntava sulla soglia dell’appartamento di qualcun altro, con una bottiglia in una mano dolci o fiori o cibarie nell’altra, e passavamo la serata a parlare, spettegolare, sacramentare sull’idiozia di quelli in alto, a domandarci di noi sarebbe morto per primo. E adesso devo smettere di usare il pronome… Mostra articolo

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un appassionato scrivere

“È arrivato il momento di smettere di essere quelli che hanno visto migliaia di alberi, ma non hanno mai davvero visto una foresta.”

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ciò che dimentichiamo nel parlare

“Spesso gli umani pregano e dimenticano di cosa le bocche sono capaci, dimenticano che tutte le orecchie sono in ascolto, che quando gli aneliti sono rivolti agli dèi, loro possono farne una questione personale.”

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in odore di Nobel

“gli uomini si credono troppo importanti” (….ma, poi, quello che troverete non è letteratura è onnipresente inarrivabile scrittura…)

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ragazze dalle gambe lunghe

A pagina 86 “Anche le ragazze dalle gambe lunghe che erano arrivate a New York in trattore salivano senza sosta, dal purgatorio dell’avidità maschile al Paradiso delle Puttane, il Palazzo dei Beni Materiali.”

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Cees Nooteboom

“Invecchiare è, in parte, rifiutarsi di costruire nuovi ricordi” (Iperborea Edizioni – 2003 – pag.163) ”Non appena era questione di sacrifici ci si trovava di nuovo sul Golgota, e lui, evidentemente, non poteva essere redento senza ammazzare qualcuno, fosse pure se stesso.” (Cit. pag. 173) ”Vede, dopo un po’ ci si comincia a rendere conto… Mostra articolo

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il disumano dell’uomo

“Lui forniva una ben strana spiegazione: il delitto era fine a se stesso. Era un delitto maturato nel vuoto, in un perfetto e gelido nulla, nella totale assenza del benché minimo movente.” (pag.308) Questo va oltre l’istinto di morte come ‘sadismo’. Rivela la limitatezza della teorizzazione corrente in proposito. La pulsione è azione priva di… Mostra articolo

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città bunker

“Quando al secondo anno affrontammo il funzionamento dei meccanismi di difesa e scoprimmo, con stupore, la forza di quella parte della nostra psiche, cominciammo a capire che se non fossero esistite la razionalità, la sublimazione, la negazione -tutti quei trucchi che ci concediamo- se invece avessimo osservato il mondo senza alcun strumento di difesa, con… Mostra articolo

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l’eremita

(pag 75) “O come vorrei vedere una vera aureola! come vorrei toccarla, e darle baci e stare inchinato una notte. Cos’è il silenzio di cui parlate? Cos’è il dentro di cui parlate? Siete qui, adesso? Per lo meno date risposta. Fate perlomeno un cenno modesto un rintocco, una scossa breve di una cosa, apparite come… Mostra articolo

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non decidiamo noi cosa pensare

” Non siamo noi a pensare, sono i pensieri che passano attraverso di noi. Chiederci come facciamo a pensare un dato pensiero è forse come chiedersi come faccia un sasso del mare ad alzare un’onda sopra di sé. Ciò che chiamiamo coscienza, libero arbitrio, spiritualità, divinità, probabilmente non è che un modo per designare la nostra… Mostra articolo

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Un romanzo di bora che travolge la quieta ignoranza e vuol essere preso sul serio

“Me ne sto qui, nella notte estiva, davanti alla finestra spalancata, e faccio gli esercizi di respirazione, che sono l’unico rimedio e antidoto agli accessi di tosse che mi assalgono al tramonto e si protraggono spesso per buona parte della notte.” (Capitolo primo. pagina 9. Mobydick edizioni. 1999. Faenza)

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