Voci nel deserto

16 Luglio 2017 Lascia il tuo commento

Dunque l’amore è concretamente esistente. Fondato sulle creste neurali della architettura encefalica, tuttavia irriducibile alla pura rappresentazione chimica ed elettrica della biologia, è realtà sviluppata nella giunzione bio-fisica tra il rumore sordo della materia organica e il canto modulato dell’ideazione.

Non solo dell’amore si dice, ma di tutto l’inafferrabile. Tutto ciò che si genera alle giunzioni. Pensiero di base che definirei la certezza di non morire del pensiero medesimo.

Ma l’io solo disperatamente conosce lo sfrigolio sommesso delle correnti chimiche che lo attraversano. E genera metafore per afferrare un serpente lungo una delle anse che compie per correre chissà dove.

L’amore concretamente si manifesta- dovesse accadere- nel calore tra il palmo della vita anelante e i muscoli di animale che le successioni propongono.

Quando una accorta contrazione di afferramento blocca il serpente noi torniamo all’origine con il dito affusolato di nostra madre finalmente chiuso nella piccola mano stretta attorno.

Da sempre la gioia è un attimo tra di noi. Che non si può fermare.

Compreso questo ho cambiato il setting. Gli ho impresso un movimento legato alla mia persuasione attuale. Nelle due ore ogni volta che ascolto subito prima di rispondere mi alzo piego la mia seggiola leggera per portarmi più vicino a chi parlava. Ogni volta qualche passo poi mi siedo di nuovo accanto ad un altro e ad un altro….

Ascoltando e discorrendo cammino per questo deserto disabitato ma percorso da fili di voci. Come un sogno da sveglio. Loro sono ombre. Solo il serpente del pensiero è realtà.

 


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Spiagge e relitti
Credenza del paradiso

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