visori al quarzo e fionde stellari

29 Febbraio 2020 Lascia il tuo commento

Basterà guardarti da questa parte del tavolinetto rotondo. Basterà avvicinare la mia mano alla tua senza neanche toccarti. Ridere. Tacere. Guardare l’incendio del bosco tra le tazze del caffè la zuccheriera e il croissant diviso per due. Faremo bastare tutto. Avremo tutto quello che è necessario. Smentiremo quanto si dice: che tutto non si può avere.

Ho completati i preparativi del viaggio iniziato tempo fa. Ero nato con un visore al quarzo per svelare le forme di minerali e insetti, e una fionda stellare di precisione per la conquista del cosmo.

Ricordo la prima volta che mi presero su. Il mio torace in un palmo di mano. Le dita carezzevoli sorreggevano i primi pensieri.

Ero appena nato e la mano che mi teneva non solo mi impediva di cadere ma mi proiettava a godere della spazialità trasparente del cielo. Il palmo mi si imprimeva piano addosso mentre la trasparenza dell’aria favoriva il sonno e il respiro.

L’impressione amorosa di una mano primordiale diventò senso di appartenenza e slancio. Di certo nacque da quella certezza d’accoglimento il mio restare tra terra e cielo: in plurale inconsistenza.

Resta la mia inclinazione a non temere il desiderio. A vedere incendi sui tavolini dei bar. A fingere fugace l’eternità. A volere tutto e prendere, di quel tutto, la grazia con la quale, insieme, decliniamo l’onnipotenza.

Tu, mi basti.


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assenza di un alibi
arnie e fiori

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