un sarto

6 Dicembre 2020 Lascia il tuo commento

foto

lampada Ikea

(Cataloghi)

 


C’è un momento in cui la vita si riflette nella sua conclusione come in uno specchio verso il quale si va.

 

Io, quando accadde, decisi di essere l’uomo nello specchio. E rivolto all’altro me che avanzava, vidi, sul mio volto pieno di candore, il riso per quel trucco infantile e salvifico.

 

In cima al passato da cui venivo c’era il corredo dei giorni che circondano la nascita. E io già li gustavo mentre stavo saldamente appoggiato con le spalle alle conclusioni e tutto il corpo affidato al muro tirato su con definitiva maestria.

 

Tra la figura di me riflesso (il me che avevo deciso di impersonare) – e l’altro (che lasciavo correre tanto non avrei mai potuto fermarlo) – si distendono trepidazioni ritorte a tessere il manto regale del tuo amore per me.

 

Per via di quella decisione ingenua (d’impersonare il mio riflesso) che presi in vista del dopo – e per la complicata questione di noi, per quanto niente sia cambiato là fuori… pure adesso, per me, reale è solo quando ti abbraccio.

 

Posso ben dire d’essere un sarto.

 

Perché, vedi!… tengo tra le dita il capo finale di un filo da cucito con il quale mi impegno di continuo a rammendare lo strappo tra la felicità che mi dai e il sapere del resto.


Tag:

Categoria:

una modestissima grafica augurale
le tue pistole (versione numero 2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.