Un ritorno

31 Agosto 2016 Lascia il tuo commento

Primo pensiero. Le parole vita e amore sono tornate insieme senza preavviso. Il sogno portato alla coscienza come pensiero della veglia fa della vita senza amore, che è ciò che non deve accadere, la verità di un pensiero cosciente irreparabile. L’attività mentale della veglia senza le barriere del sogno fa una coscienza incorruttibile ma la veglia cerca di essere quanto, priva dell’ombra del sogno, non può essere: il garante della verità.

Secondo pensiero. Il benessere di una possibile onestà sociale diffusa viene irriso come un’utopia. Nello stesso modo la gioia di un amore è solo fortuna. L’onestà come qualità interna di un altro, che sarebbe la possibilità di lasciarsi andare tra le sue braccia senza la certezza di essere uccisi, resta una vaga aspirazione. Il suo accadere una fortuita coincidenza.

Terzo pensiero. Le parole realtà psichica, così belle se alleate, una volta separate restano dissonanti e opposte perché si pensa che psiche sia spirito e realtà sia cosa macroscopica.

Conseguenze transitorie. Noi da sempre stiamo in mezzo tra sogno e veglia. Da sempre abbiamo esclusivamente risvegli confusi e sappiamo di essere, per questa mancanza di limiti, una specie a rischio.


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povertà, miseria, sostentamento, falsi splendori
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