un invito

21 Febbraio 2020 Lascia il tuo commento

Ora bisogna dire che è già stato detto tutto. Cioè niente. Perché nonostante tutto ciò che è stato detto e scritto non restano che l’impazienza o il misticismo di ciascuno: il singolo, a conclusione della esperienza, è testimone esclusivo del proprio senso della vita.

La grande dote per continuare a scrivere e parlare è dunque il coraggio di tollerare la paradossale inutilità dell’iniziativa utilitaristica.

Quello che ci è indispensabile è l’arte. Nell’arte è la materia che si fa viva. Non c’è mediazione. L’arte accade in modo impersonale. Il genio si presta alla vita.

E per noi? Vale un abbraccio. Prenderti la mano. Ma anche una lettera di passione. Certe parole adatte. Sono sempre in auge gesti tempestivi. Possiamo essere artisti nei nostri comportamenti.

“Vieni!”


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cardiologia
mangiarsi il cielo a colazione: pratiche amorose.

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