un discorso scientifico

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05 dicembre 2013

per quello che ne sappiamo dell'amore

“L’AMORE, CHE NON FINISCE”
@claudiobadii
(5dicembre2013)

La comprensione della scrittura calligrafica è possibile se si ha la capacità di immaginare una attività mentale che corrisponde ad un segno senza figura. La grafia senza la figura è pensiero pre-verbale; ma non solamente questo! Se fosse solo questo bisognerebbe temere che il recupero del segno per eseguire bene la scrittura calligrafica potesse cadere in una regressione pura, in una iniziale impotenza fisica e non solo al recupero di tutte le potenzialità dell’inizio. Di fatto bisogna riflettere che anche l’attività corticale delle aree motorie è ‘pensiero‘. Che è pensiero anche l’attività cerebrale delle sensazioni e delle percezioni. Pensiero non si contrappone ad azione poiché la motricità del gesto si genera a partire da una biologia che è in entrambi i casi attività neuronale. Così la modalità di pensiero dei neuroni motori non ha solo conseguenze sulla realtà esterna tramite il movimento muscolare. Noi abbiamo il sentimento dell’azione, una globalità funzionale del gesto mentale che ha determinato la serie complessa di contrazioni periferiche. La mente non è scissa nelle sue funzioni, se non nella malattia che dunque è una alterazione funzionale. Si è oramai esclusa la corrispondenza tra disturbo del pensiero e lesione organica delle strutture anatomiche. La vita propriocettiva del soma ci suggerisce gli aspetti contraddittori di differenziazioni linguistiche imprecise e ci spinge a circoscrivere con massima esattezza gli ambiti di pertinenza delle parole proprie della scienza della vita mentale.

Così mi sono inventato questo discorso della grafia del pensiero, un segno motorio. E’ segno nei miei giorni attuali, come luce dalla finestrella dello studio e dall’altra poco più in là sulla parete di cinque metri scarsi che mi separa dal freddo e dal caldo fuori. Qua dentro questo ambiente non neutrale, nella comodità di un equilibrio asimmetrico, nella solidità della poltrona, mi lascia ricordare giochi e abbracci con figli e amanti, la certezza che in certe passionali vicende inesauribili è sempre stato vero e così rimarrà che la prevalenza dei gesti muscolari su ogni altra attività eliminava la necessità di rivolgersi ad una forma più astratta di pensiero senza nessuna difficoltà di comunicazione peraltro. La figura è più irreale, ha una qualità negativa rispetto al segno che è più concreto, più psichico. “Ciò di cui non si può parlare” è il moto, la vita chimica della cellula cerebrale che è omogenea e fluente. Il moto della cellula che trascorre attraverso le sinapsi non cambia e non si differenzia nelle differenti aree cerebrali. Una donna sparava a sei donne dotate di talenti differenti. Prima di sparare alla settima sparava su di sé, alla propria spalla sinistra. La ragazza salvata, irriverente, si stupiva appena.

E’ un bellissimo sogno

Si in effetti sparava per ferire, non pere uccidere, non era aggressiva, nella logica impossibile del pensiero senza coscienza…

Qua dentro questo ambiente non neutrale, nell’equilibrio stabile di una sicurezza, che non è fisica ma di conoscenza, sulla quale mi adagio come nella solidità della poltrona, i giochi e gli abbracci con figli e amanti, nell’immobilità del silenzio quasi completo per via che i pini oltre la finestra assorbono le vibrazioni che salgono frusciando dalla strada senza più urtare le mia sensibilità pre-senile, ascolto il sapere muto del pensiero che in passioni tuttora inesauribili, è sempre stato, e resta vero, che la prevalenza dei gesti muscolari su ogni altra attività eliminava la necessità di rivolgersi ad una forma più astratta di pensiero senza nessuna difficoltà di comunicazione peraltro. La figura è più irreale del pensiero che immagina. Si tratta di tempo. Ti assicuro, per quello che ne so dopo tutto questo tempo, oggi che tira l’aria lucida della restituzione di tutto quanto era sospeso, oggi che nevica il sole, ti assicuro, confida in me perché ho sognato così:

L’amore, che non finisce

Senti bene che è un disegno non una figura. Un segno non un’idea. Qualcosa prima del linguaggio. Come quando sei innamorato e te la ridi dei parrucconi invidiosi. Auguri!


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la procedura 'if / then'
a natomia cerebrale

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