un’anima di pietra

21 Ottobre 2020 1 Commento

La mia ultimissima inclinazione è una passione per le pietre. Ho avuto questo ultimissimo figlio a questa età impossibile. L’ho preteso. Voluto a tutti i costi. Come vuole un uomo saturo di femminilità. Non si desiderano i figli noi maschi. Si vogliono. Si vuole che ce li facciano. Io ho dovuto farmeli da me ora che è tardi per essere bello da volermi alcuna. Noi maschi non si sa molto ben desiderare. È un trucco di parole che ci mettiamo sulle labbra come le donne i loro rossetti di sciamane dal rosa spento al blu rossastro al sanguigno tenebroso a certi rossi colpevoli per le avventure di veglia al camino delle isbe in inverno. Questa dura constatazione di saper solo volere, di solo potermi imporre di vivere senza convenienze fa della sconvenienza una grotta e un mare alla vista. Mare di pietra selvatica da guardare con sentimento di commozione.

 

Godere l’orografia dei nudi. Scalare il tuo corpo. Scolpirmi un letto nella regione rocciosa dei tuoi seni, credo.

 

“Dai, dormi!”

 

Tanto non dirò altro.

 

La roccia assorbe il suono.

 

E poi: l’amore è scialo. Uno sfarzoso manto di polvere e schegge buttato addosso a te in cambio di niente.

 

Un prestito ad interesse sarebbe comunque usura.


opere collettive
prole/fiore

1 commento

  • Antonella says:

    Dove la trachite prende forma, levigata dall’acqua e scolpita dal vento, sento l’eco delle tue narrazioni e conto gli anelli della mia catena che hanno forgiato le mie sembianze, ma soprattutto la mia sostanza. É lì che il cerchio si chiude.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.