tra mare e cielo

15 Dicembre 2013 Lascia il tuo commento

domenica 15 dicembre 2013

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“TRA CIELO E MARE”
claudiobadii

La realtà non materiale della civiltà umana dentro casa. La realtà materiale della natura non umana fuori tra gli alberi del bosco intatto da millenni. I messaggeri abitano la casa. Fanno la spola. Un essere umano per potersi addormentare deve essere certo della esistenza di un altro suo simile. Gli animali forse devono annullare l’altro che è una minaccia. Il muro delle case era la parola delle culture orali. Poi è arrivata la scrittura. E la letteratura è stata necessaria come superba allegoria della inaccessibilità e insuperabilità del segno “scritto”. La letteratura infatti non esaurisce la scrittura. Per questo parlano tanto di orrore del vuoto e angosce rispetto a tale vuoto. Parlano dello spazio tra segno scritto e letteratura. Tra evangelizzazione e scienza. La figura di donna evangelizza la pineta. Ospitiamo piante nel soggiorno, alberi interi sfuggono dal tetto. Certi progetti di architetture costosissime ospitano tronchi di mimosa, alberi vivi che continuano fuori. Noi abitiamo case come messaggeri. La donna corregge i compiti ai bambini. Fuori c’è mercato oggi. I messaggeri del mondo interiore usciranno assieme. Porteranno la civiltà del rapporto umano oltre il muro della loro casa. Purché ci sia gente al posto degli alberi della foresta. La realtà non materiale della vita umana si proporrà alla realtà sociale degli altri. Abbiamo costruito le piazze per cantare e ballare assieme, portando via alberi. Le piazze sono sottratte alle radure dei boschi. Oltre a fare spazio e costruire si è tolta o recintata l’erba del fondo. Si è portato ordine dove era l’esistenza aleatoria della biologia vegetale. Ora dicono che l’uomo è solo un animale malato, un animale che non ha completato la tratta evolutiva che gli compete. È perché gli esseri umani sono imprevedibili come i terremoti. Gli animali invece sono prevedibili. Noi somigliamo più a montagne che ai cervi e ai lupi. La realtà fisica accomuna natura umana e non umana. Anche la vita mentale ha origine nella materia. Così il pensiero è più un bradisismo che il parto di un cucciolo. Le radici delle cause si perdono negli ammassi cellulari tenuti insieme nella funzione ideativa. La causalità si perde per i molti dati all’origine. La scrittura del linguaggio supera di gran lunga ogni possibilità di esaurirne il ‘senso’. E allora il linguaggio si dispiega pur restando da millenni l’ombra rattrappita di un fenomeno entro il quale torna sempre a riposare. Il sogno che non si interpreta è quando si è sognato “…. il sonno”. Come dire ” non c’è altro !” È nell’attraversare la barriera tra sonno e risveglio e tra veglia e sonno che accade qualcosa nell’essere umano che lo rende diverso dalla natura non umana. O meglio è essere messaggeri di noi stessi nel nomadismo tra due regni che ci fa quello che siamo. Tra cielo e mare.


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