sui muri

17 Novembre 2011 Lascia il tuo commento

sera

sui muri

sui muri disegni di china riscaldata sparata a laser raffigurano l’amore di una coppia la porta di casa spalancata le grida di piacere avanti e indietro la soglia sullo sfondo il napalm, una voce che urla suggerimenti da un altoparlante e in primo piano quieti struggenti i volti dei figli

un occhio inciso delicatamente sulla pelle bene augurante è arrivato lesto: è entrato a cercare scintillante -dalla strada che guarda la casa- girando un angolo acuto fino al gomito di specchio dove mi osservo appena sveglio

le fattucchiere si fanno il caffè di fronte all’obbiettivo bellissime ridenti io lucido il vetro: lucido e pulisco col vetril di lacrime: si paga con briciole di conoscenza la colpa delle cornacchie che rubano guanti e castagne

sono uscito portando con me la sicurezza del freddo riflettendo “si sa quasi tutto di certe persone, tutto di altre, di certe si sanno segreti loro ignoti e per questo si fa silenzio al burro e marmellata si fa silenzio al caffè la mattina tacendo assieme a loro”

dalla pianta dei piedi è l’ascesa vittoriosa e negli occhi la ricomposizione del pensiero e sulle dita la potenza per ciò che deve accadere e così dico alla prima che incontro “per te ho varcato l’aria” come un annuncio matrimoniale o una dichiarazione di guerra o uno sbuffo di vapore

nei regali ci si intende sulla natura dell’allegria e della riconoscenza, nella miseria si sciala fino al fondo lungo le linee vibranti dell’alta tensione deposte sul pavimento dell’oceano: il pensiero si ricompone nelle moschee allacciando i passi felici ad una foto di figure di donne

un mondo salato e delicato il lago degli occhi incisi ai tuoi gomiti che si diffonde poi -dalla finestra- sulla strada, sui cartoni dei senza casa, sul bianco e nero di carta e parole “hai messo tu l’astronauta sul ripiano del caffè?”

“l’ho messo per significare che la nostra storia di mutismo è stata un’autostrada” – “e io solo scrivendo facevo rumore perché mi avevi convinto che gli strepiti sono la bontà” – “e io ho temuto che l’amore fosse una macchia lunare ” – “non smettere più”

la foresta di ragnatele in teflon nasconde capanne, io cerco i pochi eroi scampati al sacrificio, quelli con l’incisivo d’oro imbarcati sui galeoni in fibra di carbonio perché la strada di libertà tra la mia casa e la stanza caldo arancio del lavoro è piena di storia….

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la figura ipnotica di una foglia
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