stillicidio

12 Ottobre 2019 Lascia il tuo commento

Non so se si possa parlare di strategie retrograde. Le scoperte nelle relazioni riguardano solo il passato. Sono rivelazioni di quello che era là dall’inizio.

“Ti amo” è la restituzione del diritto dell’attesa svolta tra trepidi intenti, esitazioni, ragioni residue, splendori e ottusità.

L’amore è, infine, il rientro dall’esilio. Prima e più precisamente che l’imbarco per una nuova terra.

La confidenza che verifica la bontà innata dell’altro, la sua pre-destinazione a noi, è un sapere utilizzabile. Il coraggio di una utopia incarnata.

Mi rassicura il passato alle sue spalle quando la abbraccio. Senza merito, devo ammettere, è l’amore. È un bene gratuito perché è facile.

L’evoluzione dell’inciviltà si misura proprio tramite questo ingenuo legame. Verificando i gravami legislativi che vogliono stabilirne un prezzo e imporvi tassazioni: misure dell’odio mercantile. 

L’amore che è gratuito (perché è fisiologia della ricomposizione) è inammissibile.

Sì che una ulteriore forma di amore è necessaria. Una passione ribelle. Uno stillicidio rivoluzionario da promettersi minaccia secolare.

Come dire: “Cent’anni t’amerò”.

Scrivo solitario dalla seggiola di panna in angolo nel bar in fondo alla strada. Scrivo un proclama di fisiologia. Non pagherò un centesimo di chiarimenti.

“…buongiorno, il mio caffè, come sempre…!” sorridendo alla ragazza dietro il banco. Già trincerato, io, tra le pagine di un libro.


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