sonno ristoratore

30 Gennaio 2020 Lascia il tuo commento

Gran freddo nel bosco a cercare foglie medicinali contro le mie febbri d’amore.

Su certe foglie gialle ho trovato la predizione di una divinità primordiale: che ti dormirò insieme a primavera.

Su una foglia isolata, rossa e arricciata dal gelo, l’assicurazione di un dio caprone dice che mi ami più di tutto (a modo tuo).

Su rare foglie di verde acceso e crudo c’era: lasciala sempre libera se la vuoi! (E sanguino a quel tagliente esclamativo).

Su una, di papiro crema e arancio, c’era che se lei ti ama vuole il tuo tempo più che non voglia te.

Su quelle azzurre (degli alberi del vetro) un serpe di parole scrive che i fatti mostrano la forma dei pensieri.

Il ventaglio -la foglia decadente di una palma- si dà arie e ripete l’esitazione, in amore. è avidità.

Il sangue d’una deflorazione felice rosseggia sul prato. L’amore è starle accanto. Il resto è futile intenzione.

Finisce il sogno mentre la tosse guarisce nel clima d’aria e miele della stanza. Lontano dalla foresta parlante.


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l’attrazione delle cose che si ripetono senza alcuna ragione
lo Sputnik* e una capra

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