se niente di casuale ci precede

22 Dicembre 2017 Lascia il tuo commento

Fino a non molti decenni fa si diceva che il linguaggio era costituzionalmente ambiguo perché si può dire una cosa per un’altra.

Poi la ricerca sulle proposizioni ci ha tranquillizzato, da questo unico esito, con la scoperta che poco contano retorica e ipocrisia. Il linguaggio si articola sull’orlo della propria costituzionale indicibilità.

(O indecidibilità…..)

Perché la proposizione di cui siamo soggetti non fa che espandere all’infinito l’insoddisfacente definizione della nostra storia.

Quando avremo saputo inclinarci al poco che si può aspettarci dalle proposizioni smettendo la lotta di retroguardia alla fragile menzogna allora….

Allora potremo adagiarci e sonnecchiare sul cuscino di piume di impalpabili silenzi. Essere taciturni per riscuotere il resto come dignità. Il tempo muto è un valore restituito.

Si incontra una conoscenza che impone il silenzio piuttosto che una pubblicità nervosa e succede che le linee parallele delle labbra mute diventino simbolo di una equivalenza tra silenzio e intelligenza della realtà.

Sono sempre solo nel silenzio e per contrastare la disperazione venne l’iniziativa di scrivere cose che non pronunciavo.

In questi ultimi anni ho infranto il cristallo dell’esitazione.

Oramai riposo sulla mano del gigante che è opraprimablog.com. Sono oggetto dei miei pensieri precedenti che avevo disteso fino a ieri su operaprima.

Fin qui la passione nel tempo che corrisponde alla mia età è l’orlo senza interruzioni di una sete che non si è mai estinta in questo deserto ocra.

Quello stesso orlo è l’unica traccia di me: definisce la forma della mia vita nell’unico modo possibile di compiersi.

Dunque niente di casuale precede il varo di questa velatura nuova.


eternità e simultaneità
operaprimablog.com

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