sassi volanti

13 Luglio 2020 Lascia il tuo commento

Sicché oggi leggo di un sasso che colpisce la fronte di un ragazzo che cade a terra stordito sanguina un poco fa una smorfia si rialza passandosi il dorso della mano sul taglio in mezzo agli occhi si pulisce la giacca dal fango e riprende a camminare.

 

Che mi avrà condotto a questa pagina che delinea la forma del tempo in cui sono l’insenatura della giornata la piega della vita l’inciso del discorso complessivo io non lo so.

 

In seno alle giornate mi scavo vie d’acqua.

 

Mi immagino che il ragazzo con la fronte ferita guarirà subito e una sottile cicatrice -stampo di pietra- segnalerà da lì in avanti che lui è capace di resistere al mònito violento di un ‘nemico’ senza rovinarsi l’animo.

 

C’è stato un tempo dunque che la rabbia veniva tardi e prevaleva la tolleranza al dolore così che la mente sosteneva assenze distanze e sottrazioni confidando in non si sa che.


Gli esseri umani si sono poi indeboliti nei secoli.

 

Io per ovviare seppur con risultati deludenti mi rompo la testa nel muro ogni giorno per svegliare la vitalità e non dormire e rinsanguare l’idea di noi che non si attenui.

 

Poi arrivi tu come sempre sempre sempre arrivi mi prendi la mano silenziosa e io ti chiedo se vuoi la mia testa rotta se ti va di leccare il sangue della ferita sulla fronte e aggiungo perentorio

 

“Da uno a dieci. La verità!”


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