romanzo d’appendice

13 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

Ci sono città che non vedrò mai. Il mio corpo ne soffre. Perché le immagino bellissime. Perché splenderei tra quelle strade. Io avrei infatti potuto essere una cattedrale. O un grande giardino al cuore della regione più fertile del nostro paese.

Invece sono cresciuto qua. E i miei non mi fornirono mezzi di sostentamento emotivo con l’anticipo indispensabile alla mia precocità causando uno spreco mai rimediato.

Per quel che ne so io sono sbocciato nel tuo cuore. È più mia la fortuna che tua. Almeno per i vantaggi immediati delle lusinghe alla vanità.

Tu ne godrai più a lungo: passeggerai nel Campo di Marte dei giorni indimenticabili e ti inoltrerai tra le piante di olivi della memoria.

Ma adesso io splendo. Splendo, diciamo così, ultimamente, grazie a te. Cattedrale e giardino di delizie come appaio agli occhi, un po’ troppo incupiti in verità, di alcuni. 

Devi comunque avere riguardo. Anche i possenti edifici come sono io, e così pure le fertili distese di grano forte alla cui stirpe appartengo, devono essere amati.

Perché niente sopravvive all’isolamento in se stesso. Nessuno può alimentarsi esclusivamente sui terreni della propria privata appartenenza.

Neanche la forza la grazia e il delicato derivare dei voli, neanche la direzione obliqua e imprevedibile delle popolazioni migranti sopravviverebbero senza gli studiosi che ne disegnano le traiettorie e gli etologi che ne prevedono le partenze.

Neanche le nuvole potrebbero sostenersi senza che da terra i sogni e l’intraprendenza visionaria degli addetti ai telescopi e alle statistiche della meteorologia insistessero a sostenere con ali di sogno il generale impegno che la natura diffonde in tali peripezie.

Tutto potrebbe perdersi -come un fumo che salendo da camini ben congegnati è ineluttabilmente sbaragliato da venti settentrionali- senza la continuità di un umano interesse, senza l’abitudine di una insistente curiosità, senza le attenzioni che sono essenziali a ogni cosa cui si riconosca un valore.

Sicché, rimani, per favore, perché non voglio più restare solo.


nuovi rivoluzionari
il sangue della memoria

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