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16 Febbraio 2020 1 Commento

“Signora mia le Sue parole germogliano nel silenzio e ripagano le assenze.

Ha scelto me per esercitare il Suo odio inoffensivo? Lei non ha la permalosità degli impazienti.

La Sua vita è un libro. Sbrigàti gli impegni, esercitato il perdono, ora è il tempo di questa Sua sfolgorante furia.

Scrive pochi appunti con impavida passione. Ha un’anima luminosa. Un fuoco diurno.

La metafisica del Suo pensiero è fonte di gioia. Io al confronto sono solo generica annaffiatura.

Il mio scrivere, al confronto del Suo, è un foglietto al portone di chiesa. Una tesi bisunta.

Lei cambia. Scala il cielo. Cuoce. Porta vini vecchi. Sparge sale e fiori.

Leggendo la Sua lettera assaporo ossa di pane e croste secche. Preso: niente è impossibile.

Le confesso che io scrivendo fingo! Mi travesto, mi intende? La verità è solo la scrittura.

Nello ‘scritto’ il vero amore non cambia. Il mio amore scritto vola oltre quel che dura.

Lei ha capito che ogni mia parola è l’ultima. A partire da subito. La mia caduca natura. 

Lei più coraggiosa di me s’era taciuta la fine. Femminile pienezza del mutismo. S’è edificata come una colonna trionfale.

S’è incisa il tempo addosso. Immagino il suo bel corpo: i mille insegnamenti in bassorilievo.

La Sua natura fossile scavata di gloria e di vittorie e anche delle stragi. 

Ha aspettato me? Ora che era quasi tardi? La vedo attorno. Al sicuro. Lei in sé che è una chiesa di pazienza.

Dove gli uomini non vanno

Poi ho letto. Ogni parola una lastra di marmo che cade. Ho pensato che non ha voluto essere più eterna. 

Che opponeva la nudità delle parole alla finta morte, al pallore del riserbo, al rigore di una indignazione.

Lei ai miei occhi resuscita ad una forma di vita le cui qualità sono d’essere Irripetibile Unica e Desiderabile.

Io posso solo offrirLe d’aver compreso che l’amore è una forza attrattiva. Che ha il segno meno: che ci tiene legati.

Le persone dichiarano di impazzire per amore. In effetti l’amore, che sottrae, non è mai ben accolto.

Impazziscono sempre di odio per l’amore che toglie. E toglie sempre. Odiano l’amore: che non si regala. 

La odieranno dunque nel vederLa prendermi dal fango. Assecondare con evidenza la natura sottrattiva del legame.

Ma amore è scienza. Dissotterra. Non piange. Rode. Scava. Lavora. Opera. Isola. È Attrazione (l’amore). E Toglie. Cerca. Scopre. Finisce. Tace. 

E siccome è lo scavare il frutto dello scavo e uno non s’appartiene se non è di qualcuno: dividiamo?

Dal fondo quieto di questa richiesta Le invio la figura d’un sogno. Immagine di Noi.

Solo Suo, per intanto.”


convulsioni
una lettera inattesa

1 commento

  • Bia says:

    Testi artigiani. Ascoltarli. Farsi accompagnare nel ripetuto movimento del levigare attrezzi per lo scavo. Un moto che non sente fatica, perchè finalmente si può credere in un amore d’iperbole che prima o poi t’incrocia, e mette le mani nella terra con te.
    Di terriccio e mani fertili.

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