riproposizione 3

8 Gennaio 2020 Lascia il tuo commento

Torneremo a parlarci? mi chiedo e sono certo che succederà. Uso l’idea di un’amore per la ricerca di quel pensiero irriflessivo, quello che il tempo incide in altissima definizione, raggruppando le particelle elementari componenti l’immagine mentale di ‘te’ non più come ‘figura’, ma esclusivamente come ‘misura’ di una serie coesistente di variazioni di densità delle fibre, che serrano il legame tra ‘noi’, innervando di filamenti ogni singolo elemento ammassato (ma forse devo dire sperduto) in ogni punto dello schermo. La genesi dell’immagine dall’assenza è una ricerca difficile, che sta tra la cura della malattia e la formazione artistica: si vince l’opacità del mondo naturale con la ‘violenta’ leggerezza del filo di un disegno e l’accuratezza che separa i lembi dei tessuti da operare e guarire, con la destrezza di un ragionamento affilato nel modo della lama del bisturi. La cura fatta di parole implica di comporre il linguaggio senza pensare, rispettando la torsione della filatura della seta che viene tirata via dai bozzoli del tempo che è stato necessario a forgiare ogni singola parola durante la storia umana. Sarebbe riposante pensare che si possa ricamare il rammendo sullo strappo come si vede alla fine del film di Bunūel “Quell’Oscuro Oggetto Del Desiderio”. Ragazze in vetrina non in vendita, non ostentate ma intimamente fuggevoli, a mostrare -fintamente ottuse- nell’incarnato della pelle chiarissima, intatta, la materia del pensiero nascosto identica alla biologia cerebrale. La biologia preziosa serrata nel buio del cranio, serbata intatta dal primo momento, che è una terrazza sul mondo, una finestra del palazzo sul lato opposto della strada, di fronte alla natura ottusa, la natura non umana, che il pensiero non c’è l’ha.

Ragazze come esempio per dirti quello che amo: il senza pensiero della distanza che tiene il mondo nella memoria, donne cinematografiche tutte tessitura e ricamo e rammendo, ragazze chiare tutte “sai ti pensavo…”. Non temere sono solo e resterò, presumibilmente, in questa condizione assai a lungo. Come una statua nella mia poltrona guardo la stanza e gli occhi trovano le coperte che colorano i divani e l’altra poltrona di fronte alla mia. Più che letteratura romantica si tratta di toccare stoffe accoglienti e colorate, fantasia/ricordo di divani sui quali si sono svolte attività di cura studio e riflessione. Separati. Profondamente simili.

 


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quello che porta a te
riproposizione 2

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