riproposizione 1

8 Gennaio 2020 Lascia il tuo commento

(questo articolo ripropone il post “seduzione rudimentale” del 13.Marzo. 2014. Mi è indispensabile editarlo per verificare come la mia ricerca obbedisca, inconsciamente, ad una modalità ricorsiva: l’ultimo articolo si concludeva con l’accenno alla nascita da ritrovare per sostenere il dolore legato alla sparizione di un ‘amore’. Nella scrittura di sei anni fa mi pare fossero già presenti sia gli sviluppi possibili di una storia sia la mia ricerca della attitudine, la migliore possibile, quando dovetti cavarmela nelle peripezie cui e la ricerca professionale -e la vita personale – mi esponevano. L’articolo originale era assai esteso e qui dividerò i suoi paragrafi come post successivi).

“Seduzione rudimentale”. Ho trovato queste parole. E la mia storia non cosciente si è svegliata: leggevo le due parole e ascoltavo quello stare insieme semantico. “Seduzione rudimentale”. È stato un accorrere di qualcosa da ogni parte delle circonvoluzioni della corteccia, sulle piazze dell’ideazione che nella struttura cerebrale sono illuminate dagli sciami di termiti che lasciano il termitaio certe notti e irradiano il cielo di nuvole silenziose. E minacciose, come ogni fenomeno di magica ottusità della natura, che ha la ‘natura’ di essere incurante e priva di qualsiasi riguardo. Gli esseri umani definiscono ‘bellezza’ il sentimento del proprio incanto provocato dalle scie di nuvole di champagne nel cielo sopra le case svuotate degli insetti volanti. Esistiamo inconsapevolmente proiettando dovunque attorno cose invisibili, assai più energicamente di quanto non sia potente la nostra capacità di pensarci mentre pensiamo. Così, nell’esperimento mi hanno fatto leggere quella coppia di termini (seduzione rudimentale) e il medico sperimentatore, di là dal vetro termico della stanza delle radiografie in cui mi trovo da trenta anni, sotto osservazione da parte dei miei solo apparentemente premurosi amori lontani ed esigenti, deve aver registrato un grande scintillìo alla Risonanza Magnetica ad Emissione di Positroni. Mi sono acceso come una lampadina. Incandescente ti accarezzo da qua con sottili propaggini, con l’atmosfera fumante di sostanze volatili sviluppate dall’onda emotiva che si origina nella caldaia di fusione delle due parole in questione, le parole: ‘Seduzione’ e ‘Rudimentale’. Sono tutto cellule sul fronte della guerra, truppe mobilitate lungo il confine oltre il quale sorgerai, dovessi mai tornare, nel modo come immagino che accadrà. Guerra non è una parola crudele, come la uso io in questo contesto. L’anima mia -la mia mente inconscia- senza saper spiegare come, la priva di elementi offensivi, se ne serve con la certezza di averle tolto ogni implicita ferocia. Guerra è per dirti che ingaggio duelli oceanici in regate equatoriali per tenerti accanto quando sparisci. Succede da quando non muoio più se te ne vai perché non confondo più la separazione con l’abbandono. Mi ci è voluta la vita intera a riuscire e ad essere certo che dall’acquisito durante una cura non si torna indietro, che l’annullamento -qui- è risolto e dunque ‘qui’ è dove la separazione diventa nascita.

È avvenuto per aver ceduto alla richiesta di esercitare, durante la ricerca, la curiosità verso i sogni apparentemente terribili. La passione per l’annullamento, dicesti secoli fa. Io dissi che era bellissimo. Ora aggiungo: il suono dell’incoscienza di pronunciare la parola ‘annullamento’ lo scioglie per sempre dal gelo della pericolosità e dell’impraticabilità. L’annullamento, sciolto dai legami di terrore di dover essere sempre solo pensato silenziosamente, viene detto adesso e poi viene rintracciato ed indicato dentro i fonemi e si stabilizza nella rete connettiva delle costruzioni adatte a rendere possibile affrontare la morte del pensiero attraverso le creazioni variabili dell’abilità linguistica. Per altro, e al contrario, so con sempre più chiarezza che il destino della pulsione non può essere sempre virtuoso, e non ci si deve mai scherzare. In altri campi della vita, infatti, in differenti situazioni, molte volte non va così come adesso, e la separazione viene vissuta come abbandono e morte.


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