Responsabilità assoluta del sogno raccontato

29 Gennaio 2017 Lascia il tuo commento

29/01/2017

I neuroni pensano prima ancora che abbiamo coscienza dei pensieri. Noi chiamiamo coscienza questo ritardo e se il movimento è troppo brusco o intenso e il ritardo è troppo grande (cioè semplicemente la coscienza non arriva a arrestarlo) giudichiamo il gesto: peccato, azzardo, arte, desiderio, teatro, eccesso, malattia.

Anche il sogno è colpevole o meritevole: perché nella coscienza del ricordo c’è il peso della consapevolezza e nel suono del racconto c’è l’impulso del movimento: cioè qualità fisiche che si imprimono nelle figure della narrazione.

I sogni quando vengono raccontati non sono dunque più neutrali né innocenti. Anzi, poiché il ricordo del sogno è davvero la coscienza che precede il gesto, la responsabilità dell’azione fisica della narrazione di quello che si è sognato è assoluta.

La conoscenza e l’ammissibilità di una funzione inconscia come realtà del pensiero è lo strumento indispensabile nello spazio e nel tempo della relazione umana per restituire a ciascuno dei termini della relazione una responsabilità reciproca.

Tale responsabilità si può comprendere se si ammette che l’altro è un nostro sogno e noi siamo assolutamente responsabili del suo destino che non è che la vicenda di lui/lei nella nostra vita mentale senza intenzione e movimento.

 


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