‘reportage’

17 Novembre 2020 Lascia il tuo commento

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prima persona plurale

(Quaderni di Scuola)

 


Solamente protendermi verso te, avvicinarmi, parlarti sono restate condizioni del fare. La spinta è diventata simultanea all’oggetto. Il cuore dell’iniziativa che sanguina fuori è, allo stesso tempo, un cuore allagato.

 

Così io avanzo nel mare della distanza e vedo che mi immergo ma più che altro vengo inondato.

 

Voglio dire che ho l’iniziativa però la mia volontà non conta. Conta solo la sensazione d’essere attivamente sopraffatto da una iniziativa ambientale. Dal tuo profumo molecolare, forse. O magari da amorevoli pollini dispersi.

 

Il fare insomma è accompagnato dalla sensazione di entrare in un esterno che da un certo momento si è animato per via della tua presenza. E non è mai passivo.

 

La coscienza analitica ha registrato te nella mia vita come

 

“….incremento esponenziale dei dati affluenti.”

 

La coscienza poetica suggerisce che tutti quei dati non siano altro che il reportage di una rivoluzione.

 

“… come si desume..” –

 

precisa in un comunicato –

 

“….dal fatto che il soggetto senziente sia il pronome personale sempre più spesso declinato nella prima persona plurale.”

 

Il mondo risente di te.

 

Io siamo noi.


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