reliquie e edilizia popolare

4 Gennaio 2020 Lascia il tuo commento

Innamorato di te non tornerò più indietro. La libertà dove sono arrivato è una città. Qua ho saputo il resto. Che mi hai liberato dal male. Che scrivo di reliquie.

Il tempo necessario all’amore mi ferisce con la determinazione e l’insistenza di una tortura. Ma le ferite non sono malattia e non rinnego il dolore.

Mi sono fatto pietra, castello, e rosa di giardino. Riposo in ammassi rossastri, nel pallore dei volti.

Ti sorrido dagli intonaci dei grandi edifici di edilizia popolare. Anonimo. Periferico. Per non apparire. E restare tuo. Per sempre.


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mondi possibili e non
‘autobiografie’

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