quiete, tempo, materia….

20 Gennaio 2014 Lascia il tuo commento

 

La quiete è evidente nella disposizione delle cose nella stanza. Si vedono specchiate le nuove forme dell’anatomia cerebrale corrispondenti ai convincimenti le scoperte le capacità acquisite negli anni. Tutto questo, còlto come ordine delle cose nello spazio, si è realizzato con finalità differenti dal volersi manifestare. È dunque accaduto inconsapevolmente. La trasformazione anatomica delle disposizioni sinaptiche si coglie come senso del cambiamento senza una figura precisa.

L’anatomia, che si volge qua è là (anemone di mare), suscita la poesia, l’intuizione, l’idea di rivolta, il rifiuto e infine le aspirazioni ad ‘altro’ e ‘di più’. Accade e poi spinge. Un attimo prima d’essere accaduta, come esperienza di attività mentale senza coscienza di pensiero, pare che soffi ed evochi e mostri le prove indirette di un versante bruno, come è l’aria attorno al tavolo che tiene il foglio da disegno. Un’aria non colpevole.

Il non cosciente è tutta la biologia che sostiene la vita psichica ed è intempestività dell’accadere con la sua comprensione. L’origine materiale della vita mentale fa il pensiero che sa di fare altro pensiero, mentre …. pensa. Così non abbiamo mai la sensazione di essere abbastanza veloci in relazione alla naturale molteplicità delle nostre infinite alternative. Esse ci forniscono il sentimento impressionista e la poetica dell’indicibile.

La biologica è una attività indifferenziata. Il sublime sono le storie possibili escluse ma in attesa di noi domani o dopo. I fenomeni subatomici di origine sono dispersi sulla terra come sabbia nei deserti. Scivolano via e si ricompongono ad ogni movimento delle tribù nomadi.

Il vuoto argenteo tra donna e uomo calpestato e accarezzato è la sabbia. Non ci si affranca dall’inestricabile legame con la realtà fisica. Ho disegnato un nido di cellule grigie, la sostanza dove i fenomeni di ideazione che presiedono al disegno hanno origine e riparo. La danza dei due è un continuum di potenza, e per questo ho fatto i corpi solidi.

Il bianco e il nero senza volume sono aree funzionali e il bianco definisce e accoglie il nero e allora il nero si muove balla e ….. chissà cosa vorrà fare. Penso che voglia dire “ti amo” che è una cosa fisica non una promessa, una cosa che fa parte dei comportamenti fondanti le relazioni. Dunque il disegno è anche per dire che è finalmente il momento che cominciamo a fornire gli uni agli altri tutto quanto è necessario.

Il bianco lattescente è colore che tiene le figure. Come nelle opere allegoriche medievali (pre-rinascimentale) si cercava di svelare le qualità della natura divina con rimandi, qui è la natura umana che cerco. Non sono dentro l’umanesimo ma nella scienza dell’uomo. Disegno un AMOR VIVO.

Ho la sensazione di abitare sulla terrazza lungo la strada nella roccia che porta alla cima delle montagne, ed è talvolta quasi impossibile. Quelle volte ho bisogno di tempo e vengo a chiederlo a te ed esso sta annidato dorato di sole nei tuoi sguardi. Allora dico “ho bisogno di te e senza te non riesco a vivere”. Mi sembra che amare sia una realtà “fisica”. Un discorso di scienza che soltanto ha l’apparenza d’amore.

La ‘ricerca’ deve rassegnarsi. L’amore è aleatorio e fisico e ‘probabile’. Ma nonostante tale precarietà nessuno ce la fa senza una relazione con l’altro. Fossimo spirito sarebbe facile. Ma siamo legati, ‘decisi’ da una biologia senza determinismo. Disegno uomo e donna dando risalto alle mani e ai piedi e anche ai genitali esterni. Più che risalto è non trascuratezza. Sono legato mani e piedi all’oggetto del mio interesse.

 

 


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