quando la mamma ebbe soddisfatto il proprio sconveniente desiderio sessuale

26 Dicembre 2013 Lascia il tuo commento

giovedì 26 dicembre 2013

adolescenze tra mina e i rolling stones: i suoni che generarono immagini diverse da prima

https://youtu.be/UArWVllS0R

“Il cielo in una stanza” e “Let spend the Night together”. Mina e  The Rolling Stones. Voci che generarono immagini differenti da prima. Resta tutto. Trasformazione sarà stata quando finirai di rivoltarti contro te stesso. Correre in salita è meglio che approfondire. Esercitare leggero il mestiere di seguirti. Musica di canzoni aspirate su dall’impasto omogeneo della massa delle sere dei ” favolosi anni” della scoperta scientifica e della generazione del pensiero nuovo, il pop/rock .

Mamma che aspetta babbo sognando di far l’amore mentre mi culla. “C’era una volta un cavaliere dal grande spadone!” … e sospira. Ora avendo studiato e scoperto scrivo: c’era, in quelle frasi respirate al mio orecchio, la soddisfazione del desiderio, che imprimeva alle parole il tono affabile della confidenza con il sesso, cioè una speciale edizione del tramonto visto da lassù. Nel tono soddisfatto e pieno del canto della ‘madre’ si fonda il linguaggio, la forma umana con la quale ti scrivo le lettere sui fogli che scorri tra le palpebre e succhi sulle labbra. Respirava abbracciandomi forte.

Poi io amai la terrazza sulla vallata. La strada che taglia il paese e arriva alla piazza. Squadravo il mondo naturale ai miei piedi e tornavo indietro. Il seno balaustra in vista del tempo che viene. Ciondolavo le gambe magre dei dieci anni nel vuoto. Il vuoto frizzava del freddo delle vacanze. Ti seguirò non dovendoti niente.

Un amore che non conviene è -letteralmente- sconveniente: uguale allo sguardo verso il mare che non riavrò più indietro. Quando la bellezza succhiò l’interesse tornai dalla festa con l’inchiostro sui capelli. È quando ti sgridano “È tardi!”. Non avrebbero precisamente da preoccuparsi mai. Tranne quando, invece…. Che -‘invece’- dovrebbero quell’unica volta. Ma sarebbe inutile perché quella volta è ‘troppo’ tardi.

Per alcuni è troppo tardi già la prima volta ed è un bel risparmio di tempo. Che neanche sono suonate le dodici eppure -lo sai tu e lo sa dio- il ritardo invisibile nasconde il passaggio definitivo oltre quello che eri. Gridano come sempre “E’ tardi!”. Ma non distinguono quando è stato che hai finito di rivoltarti ringhioso contro di te. Che è stato, precisamente, quando hai cominciato a farla finita di perdere tempo e ti sei messo a studiare, scoprire, scrivere le scoperte. E anche, contemporaneamente, quando hai smesso di ‘masturbarti’ per deciderti a rischiare il rifiuto della tua disastrosa impreparazione alla seduzione -volendo scopare e scoprire quale è il mistero della realtà specifica delle ragazze. Volendo scoprire quello che ‘fanno’ le scopate -che sono comportamento del corpo- sulla attività mentale, sull’invisibile realtà dell’io.

Come e perché -poi- tutto è diverso? La soddisfazione del desiderio, sospetti, non può essere solo la sciatteria di non avere più il bisogno della ‘scarica’, il ‘piacere’ di liberarsi di una tensione. Scoprire. Scrivere. Scopare è addirittura morale. Contro-intuitivamente. Contro-istintivamente. È al contrario immorale non scopare mai. Stare insieme senza il sesso è perversione. Scoprire e riuscire a dire che scopare non è l’istinto di riproduzione della specie. Perché l’incanto degli occhi nel guardarti prima e dopo l’amore e il sesso non finisce. Allora le parole dicono il pensiero senza pensare alle conseguenze: l’incanto nel guardare la bellezza non è per la riproduzione della specie. Ed è troppo tardi se l’hai pensato.

La bellezza è sviluppo non sostenibile, non è ecologicamente vantaggiosa. Come fu scritto, insostenibile è la leggerezza dell’essere. E anch’io lo capisco perché non ho più avuto indietro lo sguardo al tuo disegno ed è stata comprensione che la bellezza del tuo disegno era il tuo animo sensibile e la persuasione di un pensiero nuovo, differente da ‘prima’ è una catastrofe entropica. E l’entropia è sempre troppo. La riproduzione della specie è economica e poi però, nei momenti di quiete, la bellezza che succhia l’interesse è dispendiosa.

Tardi. Scopare. Sconvenienza. Compromissione. Scoperta. Spreco: nella parola rivolta all’ardimento della seduzione c’è un certo compunto disprezzo. Ordinammo al cameriere quella coppa gigante di gelato, tu succhiasti piccoli iceberg in atto di fondersi sotto la spinta gravitazionale della cupola dorata di crema, e abbandonasti il resto a sciogliersi lentamente nell’aria umida. Una vita che colava piano sotto i nostri occhi. Non è Edipo. Non è poiesi tragica. È il desiderio di un pomeriggio che ci tolse dalla testa ogni nostalgia di freudismo progressista. Ogni prurito di erudizione intellettualistica. Scegliemmo poi sempre il caldo di agosto e il rotolare delle monete nelle tasche al concerto dei Rolling Stones.

https://youtu.be/dXLYlwjSk_Y

Scegliemmo di smettere di riprodurci. Ripetemmo, con reciproca gioia, la pretesa di scopare ‘sempre’. Inutile ora ogni sguardo di invidia. Scopro. So. Scrivo. È tardiva l’accusa di immoralità contro l’attuale linguaggio di OPERAPRIMA. Il diluvio dei motivi dell’agire di trenta anni -preteso sempre come ‘senza alcun senso’- è comunque ben manifesto nelle tracce dei Quaderni che arrivano rotolando, come pietre in cielo, tra Mina e i Rolling Stones. Questi quaderni sono il cielo sopra noi. Ruzzolano tra le dita come spiccioli. E’ il ‘resto’ della somma che avevo sottratta del prezzo dei biglietti acquistati per il concerto della formazione collettiva. Sono le monetine della pensione per gli anni rimasti.

La felicità è aver serbato l’idea di te che hai sulle labbra l’inchiostro come gelato, come  hanno il rosso sulle dita gli scrittori. Studiare. Scopare. Scoprire. Scrivere come all’inizio, come il primo giorno, che il desiderio non è malattia. Scopare. Scoprire. Sapere delle tue labbra riposate che compostamente raccontano la terrazza, il livello elevato di conoscenza indispensabile per poter, le labbra, di nuovo volgersi sul seno e riprendere la ricerca senza la rabbia.

La conoscenza invisibile vive nell’intreccio della massa cerebrale priva di suono, e diventa scrittura specularmente muta. Il movimento della mano, che scrive spedita senza pensarci su, ha molto a che fare coi silenziosi gesti del sesso degli amanti, il loro scopare. Evidentemente immorale non è la realtà fantasiosa e disinteressata della sessualità. Immorale è la non conoscenza di un modo di relazione tra esseri umani che non è sottomesso all’istinto di riproduzione della specie, ogni volta che ti chiedo di passare la notte insieme.


dopo l'amore
autarchia

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