presa di possesso di una piazza

18 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

un sesto senso emerge dalla nebbia di un nervosismo morente mentre trapasso il varco che si è aperto nei giorni di ininterrotta confidenza con te

avanzano da dentro me groppi muti di pianto e un coro di sante fate lunatiche digiunanti per dirigersi ‘fuori’ verso le curve indefinite del confine settentrionale

così anche la tua risata stamattina presto erano flutti d’alberi e frumento, e cristalli di sale prezioso, che hanno sommerso la composizione opaca della piazza giù fino ai piedi della scala in pietra 

la permanenza breve ai tavolini di un bar, quando si tratta di noi, va sempre a finire nella presa di possesso dell’intero comprensorio urbano circostante…


presenze magmatiche
sotto la luce di tutt'altre evidenze

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