pietra dello scandalo

25 Giugno 2020 Lascia il tuo commento

foto

25.000 anni fa

(collezione privata)


Leggendo le ‘Conversazioni’ di J. Brodskij non  faccio che sottolineare e rafforzare quasi ogni riga di stampa. Le forme letterarie non lasciano il tempo che trovano. O rovinano la mente. O curano.

 

Queste pagine, oscuramente, blandiscono tagli precedenti. Come ogni balsamo hanno una loro appropriata densità adatta a ricoprire i margini della ferita e approntare ponti di fibre, ricuciture, strali volanti. 

 

Su questo ponte sospeso leggo: distratto dall’estensione inopinata del baratro sul fiume. Il fiume si sente scorrere giù ma non si mostra. È forse là per intimorire. O offrire uno spunto.

 

Non c’è tragedia più consona al pensiero che una promessa. E siccome a breve termine non si promette niente, dico che certi modi di scrivere sono solo scommesse. Questo Brodskij invece ha tempo da impiegare. Se l’è preso a suo modo. E dunque scrivendo non scommette mai. È una promessa dietro l’altra. Tiene banco.

 

Così c’è chi scommise di amarmi e chi mostra evidente (per quel che possa valere una mia convinzione..) di averlo promesso. Da tempo. Qual’è più amore? Il secondo. Non più amore. Esclusivamente!

 

Chi si sia arrischiato, (e d’altra parte è solo a costoro che vale la mia difficoltà di parlarne) sa che siamo un oggetto mutevole non della voglia di chi ci invoca, ma della sua eventuale (perché a volte solo professata) pazienza.

 

Oggi sono certo d’essere figlio dei tuoi più nascosti voleri. Così nascosti voleri, che non coincidono affatto con la volontà. Ed eccoti, infatti, tutta curiosa esigenza di un testimone: me.


Ed io: una pietra da lustrare col palmo calloso delle tue mani, finché dura l’attesa che pretendi di impormi. Perchè devi accantonare il tempo da impegnare nella promessa. Eccoci che si scolpisce – insieme, simultaneamente, ciascuno addosso all’altro – il fragore del fiume in poche scabrose rime. In modi differenti e convergenti nella visione olografica delle intese.

 

Lo scambio, come si attua, contiene il rimando della verità. Non ci arriva mai. Non vuole mai completare l’offesa. Vuole che ogni singola parola sia pietra di uno scandalo.

 

Vengono in soccorso le pietre di grazia e tragedia dei gioielli arcaici. Al collo e alle dita delle principesse e dei re aborigeni. Hai presente? Perché c’è una modalità dell’arte che risulta dalla liturgia rassegnata e caparbia dell’insistenza. Dall’origine a qua.

 

Io scrivo già come fosse l’ultima parola ma è solo l’accesso al paradiso: c’è stata una che mi ha persuaso che non è vero se non offendeCome fosse implicito (ma è un vezzo?) che, se no, non è ‘amore’. E non mi passa.


Tag:

Categoria:

traduzione
rischiare la propria incolumità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.