perdite e ritrovamenti in aere celestiale

14 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

Se non ci fosse l’aria una piuma e una pietra obbedirebbero alla gravità in egual modo fluttuando lievi nei coni d’ombra tra i pianeti e le stelle. Fu un genio tra noi che immaginò quell’assenza e l’immaginazione consentì la scoperta di leggi generali. Così l’amore è l’esperimento. Che verifica l’ipotesi. Siamo ugualmente leggeri. Fuori dal mondo reale. Dove l’aria nasconde quello che detta le proprie leggi al cuore. Infissi dallo spillo dell’entomologo noi sbattiamo le palpebre per la fatale sorpresa di volerci.

Allora sono diventato leggero amore mio. Trattengo il fiato come aria celestiale. Tengo ferme le lacrime di parola come a fermentare l’ambrosia. Non rido ebete. Mi aggirio attorno alla giornata che è la tavola di un banchetto dove regie presenze, corpi eccitati affamati imponenti pingui e vivaci distrattamente mi guardano, con occhi vuoti, eludere le loro masse per me del tutto insignificanti mentre cerco te.

Tutto è fiato celestiale e riscontro di venti agli incroci. A volte compari. Ti afferro. Vieni… fermati… ho pensato…

Poi tutto si perde… insieme è un’altra cosa. La vita.


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