perché una barba incólta non vada sprecata nel suo significato

6 Luglio 2020 1 Commento

Questa barba che lascio incólta non per accidente. Niente più per caso. Così lascio fare alla voglia variabile. L’assoluto non esiste. La barba, particolarmente ribelle, mi parla di noi. Di come si è sviluppata in un intercapedine. Come ha colmato il divario. Si doveva lasciarla crescere perché siamo diversi. La barba doveva comporre una possibilità di incontro. Abbiamo traversato latitudini. Tu che potevi fare se non ripararti dalla mia pelle liscia: dalla mia vanità d’essere nel giusto. Poi quella convinzione mi rendeva pericoloso e mi spingeva a vendicarmi. Credere di essere a posto ci rende aggressivi. La parola amore viene usata spesso per nascondere tutta l’ostilità di chi vuol vendicarsi di danni subìti a carico di quelli che dice di amare ma che accusa di non saperlo fare. Bisogna curarsi bene. E neanche sarà da solo sufficiente, non è detto. Bisognerà essere amati da qualcuno che sappia giocare coi coltelli volanti della nostra puntigliosa antipatia. 


Tag:

Categoria:

geografia d’un corpo risanato
l’assoluto non esiste: e ti amo a modo mio

1 commento

  • C says:

    Un manifesto, una dichiarazione: sottoscrivo e mi faccio io stessa pennello! tutta tinta di rosso lascio col corpo il segno sul muro immacolato, senza sbavatura né cenno di incertezza. Buca sempre di buono la barba di un bacio sulla guancia al risveglio. Si dovrà pure dirci dell’antipatia che ci rende /talvolta /indiscutibilmente /amabili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.