per dire

21 Febbraio 2011 Lascia il tuo commento

lunedì, 21 febbraio 2011

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per dire

L’hanno detto. C’è un gran sole. Nessuno guarda. Il mio panettiere avvolge la luce nella carta marrone leggera delle ciambelle. Tre euro e alza il naso in su. La vita non è essere buoni. C’è silenzio tra teglie di pizze e di schiacce sopra il marmo del banco, di fronte alla libreria riempita di fragranze di tutte le dimensioni. Nel retrobottega si sposano con sfarzo risatine di operaie che accudiscono le griglie dei forni e la farina.

Il maglione e i jeans sulla sinistra -che si prepara alle curve – sono io. I lenzuoli alle finestre delle case mantengono tracce dell’urbanizzazione del quartiere. Nella strada gli avvallamenti della luce dei lampioni dopo quarant’anni. Tanti ne avrà questa parte del cosmo abitato. E’ giorno, dovevo comprare qualcosa per la colazione ed eccomi in strada e non sempre il pensiero registra passivamente le cose. Ci aggiunge.

Il pensiero prosegue la contro-informazione notturna. Sul trucco da giorno un’area tiepida scura. Hanno detto tutto però il pensiero è inesauribile. Bisogna fare continuamente i conti con l’alchimia della riproposizione. Servivano pane, schiaccia e qualcosa di dolce oggi che era festa e si poteva fare colazione con l’espresso della macchinetta. L’idea del caffè è stata una scala mobile. La porta ampia del forno è un rettangolo caldo verticale.

La registrazione sensoriale colpisce la materia con lo stimolo nervoso: poi entra in gioco l’uomo di frontiera. Si distende un nuovo Far West. Molto molto lontano gli indiani. Saranno neppure le otto. ‘Molto molto lontano gli indiani…’ è un pensiero. Un esperienza individuale del mondo. Alla curva mi volto a annusare il profumo, sentire se viene con me fino a casa. Tutto quello che so non ha fermato il pensiero. Non bastava, si vede. E il ‘pensato’ s’è aggiunto alla vita.

” Miracolo a Milano è un film del 1951. Si sviluppa come una favola: un ragazzo orfano sogna un mondo dove «Buongiorno voglia davvero dire buongiorno». Fa amicizia con dei barboni, ama Edvige e sarà lui alla fine a farli volare a cavallo a povere scope verso quel paese immaginario tanto desiderato. (La scena di questo “decollo” ha ispirato a Steven Spielberg la scena dei ragazzini sulle loro biciclette volanti nel film  E.T.) Miracolo a Milano fu girato nel 1951 e quando uscì nelle sale venne accolto in modo negativo da progressisti e conservatori. I primi lo giudicarono troppo evangelico e consolatorio (in Unione Sovietica ne fu proibita la diffusione); gli altri invece lo giudicarono un film eversivo e d’ispirazione comunista. Probabilmente quello che non piaceva a nessuno era la scelta di avere come protagonisti di un film dei barboni inoperosi e che fanno festa.” (*)

Per dire.

(*) (http://it.wikipedia.org/wiki/Miracolo_a_Milano)


ipertesto
hasta siempre

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