passione e rivoluzione

12 Giugno 2015 Lascia il tuo commento

Il deserto inghiotte cielo luce suoni orme sudore. Rimbalzano le zampe gommose dei cammelli e feriscono la superficie come coltelli i bastoni dei beduini strascicati per vezzo non avendo nessun’altra funzione. Là si fissò un’attenzione concentrica, una perplessa altalena di domande, l’uomo di legni secchi che caccia via gli spiriti è come uno zampillo nero e una trovata macabra ed è simultaneamente ‘centro’ di quel mondo. L’io adulto. La carta della “Fontana” nel mezzo di un mazzo di carte divinatorie.

È andata così: prima trent’anni di lavoro di gruppo. Poi gli ultimi cinque anni dei trenta durante i quali si è realizzata la ricerca su linguaggio e disegni. Infine le ultime ventotto settimane di trentaquattro di una gravidanza che si è occasionalmente svolta in nostra compagnia e che la ragazza porterà a termine a settembre alla ripresa del lavoro collettivo dopo le settimane della separazione estiva.

Bisogna comprendere che non sia, questo numerare, un conto di ragioneria: la matematica è immagine irrazionale. Quei numeri non sono schegge della scatola del tempo. Sono olivi e donne, guerrieri e grano, ombre e rose, vino e sere, nuvole e mali, ferite guarite e lesioni fatali, morti o soltanto accidenti, terra nera e però narrata in romanzi vincitori di ambìti riconoscimenti, mani di un operaio e industrie di creazioni.

Nel contare trent’anni, nel toglierne cinque, nell’aggiungere alle divisioni dell’anno i cicli lunari di poco più di trenta settimane, la matematica unisce la vicenda di una gravidanza al destino di un’intera nazione.

Si offre nudo all’invidia il calcolo storico. In soccorso vengono le parole della coscienza che afferma:

“La rivoluzione annuale della terra, nella psicoterapia di gruppo, si è indissolubilmente legata alla passione mensile della luna”.


essere sé
forme insolite di civiltà

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