orti minimi

27 Marzo 2020 Lascia il tuo commento

Vedrai, con l’inabissarsi dei compiti quotidiani e la perdita di attrazione degli abiti di scena andrà in aria, si innalzerà voglio dirti, il retropalco con profumo e veli colorati di toni o trasparenti o cinerini.

Vedrai le anime levitare. Uomini di ere passate scegliere i bei vestiti per gli amori loro. Raccontarsi: è bellissima.

Lo spettacolo di un po’ di pane e un po’ d’acqua offerti agli angoli di strada. Vedrai scendere e depositarsi la sabbia sul fondo e l’insenatura dietro il promontorio diventare limpida.

La frase, la parola d’ordine già è in aria e già alcuni se la scambiano in strada.

“Quello che è”

Usata come allusione augurale a possedimenti di affetti.

Avremo rose selvatiche al davanzale. Io progetto un mio orto, una pentola adibita alla poesia, su un ripiano di una cucina minima. Minima grazia residua una coltivazione intensiva di basilico e viole.

“Quello che è”. E non più se dio vuole. Senza dio.

Perché nessuno l’ha voluto. Nessuno può volere, decidere, scegliere l’amore, l’infezione, la disgrazia, i pianti, i baci e la guarigione. 

Una serra di amori nuovi. Questo si augureranno in strada. Ora io tengo serrato il mio, di amore. Il resto sta perdendo di senso.

Buongiorno amoremio. 


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anime
la coscienza a posto

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