nota al testo

7 Luglio 2021 Lascia il tuo commento

foto

primo giorno di scuola

(istantanee elementari)

 


Ricordo quando erano in auge i portasigarette bassi rettangolari di alluminio lucido o dorati che scivolavano furtivi nella tasca interna a sinistra della giacca dove restavano a fluttuare sulla collina del cuore.


Erano segni che si apparteneva ad una società di maschi generati quasi tutti nella frettolosa incosciente allegria della ricostruzione poi c
aduti sulla strada dalla groppa d’asino malconcio che fu un’educazione di abbandoni tanto precoci quanto privi di malignità cosicché appena a terra sapevamo già di dover riprendere il cammino con le nostre gambe.

 

Quella pratica evidenza d’essere bastardi uguali a tutti gli altri fu il patrimonio di ottimismo ingiustificato che sperperammo proprio per bene.

 

La felicità non si nominava mai ma c’era, viste le cose da qua: era la polvere sull’orlo dei pantaloni scuri perché casa nostra non aveva ancora strade asfaltate e si arrivava in centro col marchio dell’orgoglio d’essere di umili origini senza l’obbligo di dimostrar altro che il saperle indossare, quelle origini.

 

E qui si aggiungeva, segno nascosto di mondano scialo, il portasigarette (d’oro o dorato) che custodiva, nell’ansa buia d’una piega sul cuore battente, sigarette fatidiche che non era – davvero! – credibile la verità che sapessero volere di loro iniziativa farci tutto quel male.

 

Eccoci comunque benedetti dalla nicotina: in cielo i nostri pensieri che escogitavano un fato ammiccante intanto che la mente, genericamente intesa come progetto di futuro, restava niente affatto toccata dall’ansia.

 

Ogni bene ritmicamente si incarnava nel gesto di estrazione del portasigarette e nella brace che segue l’incendio.

 

Oggi non si saprebbe dire come potessero essere pensate tenere amanti quelle sirene arrochite.

 

Forse l’illusione si sosteneva per il fatto che non eravamo ancora così ostinatamente attaccati ad una vita che per essere lunga dovesse necessariamente restare uguale.*

 

(*) nota: tutto questo è per dire di poco fa, che guardavamo avanti ed io ero alle tue spalle, e restavi immobile, addosso al mio cuore, in un silenzio dorato, e conservavi in te eccitanti sostanze odorose che io con orgoglio tutte consumavo esponendomi al tempo che sentivo farmisi addosso precipitoso per via dell’amore che come si sa amplifica il senso delle durate e sicché ogni secondo si invecchia un anno. Ed è vero. Guarda!


Tag:

Categoria:

bollettino sanitario
lunedi cinque luglio duemilaventuno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.