“… non giurare che non m’avevi messo gli occhi ‘addosso’…!”

8 Giugno 2020 Lascia il tuo commento

Come esternazione di me arrivi. Ignara. E anch’io. I due che ho in mente sono termini dialettici di un filosofeggiare di minimi assembramenti.

Che ne sapevo io che ti portavi via il ‘prima’ come l’elica di sovrumana potenza che risucchia tutta intera la rotta e la risolve in un vortice di sentimento liquido nero e viola.

Gli occhi tuoi.

Come esternazione di me torni. Piena di notizie della vita, quell’altra, che non scelsi. L’elica che girava debole in una mente puerile svolse il discorso filosofico senza un corpo.

Poi, si sa, il tempo è dovunque. Fluttua. Te torni come un colpo di vento. Il cielo nero,  notturno, lampeggia viola.

Gli occhi tuoi, nero e viola, inevitabili, addosso.

Non c’è colpa. Ma non giurare che non mi guardasti.


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