Misure di calore

5 Luglio 2017 Lascia il tuo commento

Misure di calore. Gli alberi bruciano all’aria sul mare di mezzogiorno. Anche uomini e donne del golfo bruciano. Petali di fuoco da terra con pistilli di figure umane ardenti. Un collegio di burocrati è visibilmente immobile nelle aule a valutare con distacco lo svolgersi ordinato dei roghi. A verificare, sembrerebbe, semplicemente se la fiamma salga omogenea dalla vita degli incendiati in su. Gli incendiati una volta si erano definiti rivoluzionari. E adesso si consumano. Sangue di Giuda che paga la delazione dei loro (nostri) programmi è fuoco. Il tempo lentamente porta in giro attorno alla città il rosso svergognato degli inferni privati. La trascuratezza dell’illegalità incendia il paradiso comune delle pinete che si consumano un pezzo ogni giorno per autocombustione.

Io la mattina vado correndo seminudo forse un po’ per sentire il male delle fiamme e, penso, per levarmi, con l’acqua salata del fiume di sudore, qualche colpa che coscientemente negherò. Niente studio di questi tempi: solo la fornace infernale dell’espiazione.

Faccio collimare la laicità della scienza psicologica con il misticismo letterario dei romanzi ottocenteschi di colpa e perdono. Cose irriducibili. Forse.

 


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Ascolto e generazione
La grande tigre buona

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