Memorie di Adriano

9 Giugno 2012 Lascia il tuo commento

 

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Dalla quarta di copertina: <‘Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo‘ dice di sé Adriano, questo personaggioo così raffinatamente calato nella sua epoca, eppure così vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell’accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato.>

Avevo già il libro ma non si trovava più perché nei traslochi è restato altrove. Lo compro ancora, edizione economica adesso. Serve averlo di nuovo. Sentirsi responsabili della bellezza del mondo: non è difficile cadere in questa onnipotenza. Leggo le prime righe. <E’ difficile rimanere imperatore in presenza di un medico> così Adriano all’inizio delle sue memorie, essendo stato a farsi visitare da Ermogene. <Difficile conservare anche la propria essenza umana>.

Delicata arroganza della scelta di essere medico. L’arroganza è perché non si era capito che non ci sarebbe mai stato abbastanza tempo per essere assolutamente certi di aver perduto l’onnipotenza che aveva portato quella scelta. Nella relazione tra committenti ed esecutore deve dunque entrare la possibilità di occuparsi esclusivamente della bellezza della relazione medesima. Non oltre.

 


Medicina
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