lunedì (pomeriggio)

14 Settembre 2020 Lascia il tuo commento

La natura umana ha forma di nascita. Fenomenale cicatrice* che si ripara in antropologia, l’uomo è il discorso su di sé. Stupiscono le comete in piena luce.

 

(*): Una cicatrice ha due modi del tempo. Quello tumultuoso della biologia di intriganti suture sottili, che è il tempo fulmineo di sguardi affamati di luce, e quello lento dei nostri corpi che, fermi verticali, o inclinati in cammino, vanno cercando riparo dal sole e dal buio sulla crosta. La biologia pigra dei corpi e le fulminee esperienze della fisica del pensiero sono fattori di moltiplicazione reciproca. L’inquietudine è il mistero su cos’è che fa di ‘uno’ l’unico che conta. Egli (lei, per me) sbuca da dietro il muro di buio ma è proprio colui che chiarisce che non si era capito niente, prima.


È a conclusione di queste tristi consapevolezze domenicali di intollerabile e inguaribile ignoranza che era venuto su quello che conta: l’articolo precedente questo. Che suonava così


Il pensiero di te. 
L’essere noi. L’infinito ‘plurale’.


parliamo di rinoceronti
lunedì

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