legislazione

23 Settembre 2019 1 Commento

Quando mi sono innamorato ho tenuto ben saldo che non doveva essere un’eccezione. Era fisiologia essenziale. Da qui segue che non ho più avuto sensi di colpa e sono irreversibilmente cambiato. Non si tratta di concessioni. Si tratta di diritti.

Ti amo per il diritto che ho di prendermi la paternità dei miei sentimenti.

Capisco che non si possa, così si dice, aderire facilmente a questa pretesa di una legislazione sovversiva.  L’abitudine al deserto mi sarà di aiuto.

D’altra parte, quando ho cercato la conferma nella condiscendenza ho visto facce strane e ho desistito. Bisogna pur prendersi il gusto della distanza. 

Ora ho una sostanziale fiducia che il sentimento che innamorarsi sia un diritto corrisponde ad una teoria nuova. Una etica clinica, una giurisprudenza a difesa delle funzioni vitali.

La mia insistenza è fondata sulla portata della scoperta. Mi tengo l’amore in questa misura: unità di riferimento del benessere e dei premi, delle mancanze e delle tribolazioni.

Radice dei momenti indimenticati e fonte generosa delle nostre più convincenti decisioni.

E resto, amore. Non si sa mai, tu sentissi la gioia dell’irreversibile comprensione da cui non si torna indietro, come carezza (neanche delle mie dita, che è raro concedersi) ma del vento che da adesso in avanti soffierà sulle vele dei giorni.


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una mattina come un'altra
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