le tue mani quando pensano la musica e mi riempiono di desiderio

2 Novembre 2011 Lascia il tuo commento

le tue mani quando pensano la musica e mi riempiono di desiderio

Ora che le preferenze musicali hanno virato dalla parte inattesa di TE
– posso fare boccacce scuoterti senza offenderti.

studio paragrafi nuovi al suono del piano e del violoncello
-del suono del piano mi piace l’immagine che crea delle tue mani più abili e affusolate di quanto sono in realtà

questo determina l’incredulità sull’inferno e il pentimento.
-non si deve esagerare a proposito della potenza del reale

per esempio le parole scritte hanno un suono anche se i segni delle lettere sui fogli non producono alcun suono.
-per esempio la solitudine non è inutile: essa serve a capire

il suono che ha questa musica è differente dal suono delle parole
-il suono che ha questa musica ha l’immagine delle tue mani agili e affusolate

esse sono più agili e affusolate di quanto non siano nella realtà
-questo suggerisce che la realtà non è vera quando metto insieme la musica del piano e il movimento delle tue mani

l’agilità e la forma delle tue mani come risultano al piano sono differenti dalla forma e l’eleganza così come sono
-Il suono del piano altera la figura delle tue mani come si forma nella realtà biologica dell’encefalo per la percezione.

le preferenze musicali hanno virato dalla parte inattesa di TE
-la  musica del piano che non ha il suono delle voci ha l’immagine delle TUE MANI che è la verità.

restiamo attorno al fuoco di questa immagine: al freddo di questi tempi  c’è questa povertà differente da sempre che ci sospinge gli uni tra le braccia di tutti gli altri
-senza criteri

ci sono le aree del suolo pubblico, nella strada di fronte ai bar, piene di gente
-questa gente è inebetita di felicità perché finalmente non ha più niente da perdere

la verità di questa miseria dignitosa non è la realtà di essere indigenti come siamo
-è la realtà di essere sospinti gli uni tra le braccia di tutti

la verità non è la realtà
-non sempre c’è il suono della voce anche se c’è l’idea del suono di una cosa nella mente

le cose nella mente non corrispondono sempre alla realtà di un oggetto percepito
-qualche volta o addirittura molto spesso non c’è alcun oggetto percepito

c’è l’esigenza della generazione di un suono
-la necessità di creare una parola per una cosa che non c’è mai stata

in quei casi la verità è una realtà che deve arrivare
-la felicità alla banchina sui binari al treno di TE

che illumina il mondo dal suo fondo
-dal punto di fuga dove gli occhi si sono conficcati per l’infinito desiderio.

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catechismo
rendersi ridicoli

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