Le persone migliori di noi

26 Luglio 2017 Lascia il tuo commento

Forse soltanto io vedo una linea attraversare i tuoi occhi come fosse in te un orizzonte blu-cobalto irraggiungibile. La noia attuale mi deriva di certo dall’assenza di quel blu in natura. Mi sporgo sull’orizzonte perché il rischio della caduta è preferibile alla noia dell’equilibrio al di qua dei divieti.

La civiltà è immaginaria. Un fascio di rette parallele disposte come gradi di giudizio sul mio cammino. Un incontro è una traccia. L’anima visionaria un segmento incidente la civiltà della decenza. Scintille facciamo quando capita che l’anima visionaria traversa i divieti.

Chi cambia in genere si è stancato del proprio non essere precedente e si manifesta, diciamo così, con più vivida figura. Profeti – ad annunciare l’avvento di noi – certi segni disseminati nel tempo, pagliuzze dorate nel grano.

Prima del fenomeno dell’amore ci sono scosse, distrazioni, strazi di passione al rhum alla fine della cena. Un fondersi della tinta degli occhi di donne e uomini che insieme dileguano in cielo in lacrime alcoliche. Guardando te sogno lei e lei sostiene l’amore tra noi e mi pare che solo io so e che lei non sappia ma è solo apparenza forse, e tu forse sai e sa anche lei….

E comunque di certo io vedo che ti sciogli in cielo con me e in cielo come un angelo di Chagall mi prendi la mano per portarmi tra nuvole paradisiache sopra leggende contadine.

E tutti insieme con gli altri, la notte incipiente dei convivi, si arriva stranamente puntuali. E il cielo è pieno di sospiri. La mente di pensieri liberamente ispirati a bellezze tenute segrete nelle grotte del ricordo.

Ognuno di noi, alla cena estiva della maturità sentimentale, ha appreso a sostenere il dolore cosmico dei mille colori di sguardi perduti, che manifestano simulazioni di amori plurimi, tra commensali che si librano verso cupole celestiali.

Il pensiero intelligente (senza limiti) ha la pornografia dell’erotismo che gode, durante i riti sociali, tutta la nostra capacità di allusione. Il gusto specificamente umano di sempre alludere, sempre tendere e farlo fino in fondo, con coraggio. Vivere, insomma, fuggendo la miseria dell’anestesia.

L’allusione mano divina e possente spinge la passione a continuare. Pensieri numerosi non infiniti si protraggono. E nel protrarsi si sporgono oltre il limite di quel filo blu che sembrava un miraggio anomalo in un deserto e che poi si vede delinearsi negli occhi dell’altro o dell’altra.

E allora sono sguardi che chiamano chiunque abbia il coraggio di seguirli mentre arretrano nel blu mettendosi, loro, al riparo nel cuore dell’anima viva dei loro padroni.

Vedendo tutto questo grande schieramento di interi eserciti in campagne di conquista innocenti ma non incruente, già dall’adolescenza pensiero e immagine di donna si sono tenuti in cuor mio sempre assieme.

Le ragazze mi persuasero a distrarmi dall’assoluto perché bellezze ce ne furono sempre tante e scegliere fu sprecare. L’arte dello spreco sotto la frusta delle voglie prendeva tutto il tempo nelle estati come questa. Era, dell’arte, una allusione convincente.

La traccia anomala che attraversa gli sguardi ci invita reciprocamente a raggiungere un culmine e un incantato.

La vita onesta, difficile e soddisfacente, si fonda su tali esagerazioni. Visioni di uno studio e di una ricerca che va verso la bellezza di quelli che sono con evidenza migliori di noi.

Andare per il mondo privi di questa forma di amore intelligente è ingiusto.

Io credevo che sarebbe stato possibile sopportare la mia solitudine conseguente a esigenze scambiate per capricci personali. Ma è un’illusione.

La privazione dell’intelligenza nell’amore è sempre insostenibile…. perché l’amore si riassume nella competenza.

 


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Gettarsi a capofitto nell’amore
Spiagge e relitti

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