Le attese degli altri

14 Aprile 2017 Lascia il tuo commento

C’è nei volti una miriade di pietruzze colorate. Un mosaico sentimentale di minuscoli timbri di sigilli su pergamena, manciate di granelli con incisioni di capre lupi bufali e alci, c’è la tua fronte come la steppa, la prateria, la taiga. Ci sono muschi e licheni superfici di profondità minerarie nascoste e ci sono pensieri al loro inizio e suoni come la i di idea che viene su fino alle funzioni corticali della mente.

Si sogna sempre: tutta la biologia del sonno contiene la funzione onirica: e quella che credevamo assente – perché non ricordata – è ancora fisiologia di sogni senza figura. La vita mentale del pensiero che sogna anche senza figurarsi idoli da seguire con rapidi movimenti degli occhi, fa tramontare l’illusione di isole di rappresentazione narrativa e semantica, in un magma indefinito di sonno opaco.

L’umano è biologia intelligente sempre. L’immagine non è riassumibile in una figura. Perché è ideazione. Sono ideazione l’amore sociale, la passione politica, la partecipazione al passeggio nelle strade e le piazze. C’è un pensare per contagio termico senza consolazione di carezze.

Piaccia, o non piaccia, dovremo accettare d’essere specie pensata sempre, più che creata una volta per tutte: non creati da un dio, ci è indispensabile essere certificati costantemente dalle attese di ‘altri‘ attorno a ‘noi‘.


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