lampedusa

25 Marzo 2011 Lascia il tuo commento

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Lampedusa 22 marzo 2011 “ Noi non cerchiamo ricchezza cerchiamo la libertà.” Già già e si piange senza farsi notare. L’appiattimento sarebbe la cosa peggiore allora gli occhi al cielo per fuggire all’urto delle sirene della polizia e lassù un puntino che cammina. Qui diventa un gabbiano da catturare nelle celle al silicio dello schermo ipertecnologico: due milioni di pixel per unità di superficie: unità microscopiche. Impensabili. Ormai la lotta contro l’appiattimento si fa con frammenti di materia così piccoli da essere difficili da rappresentare quanto le azioni mentali che sostengono successivamente e contemporaneamente le idee da scrivere. Gli affetti da dichiarare. L’unico amore che è tutto: insomma milioni di pixel anche lui per singola unità di spazio da traversare per arrivare fino a te. Sulle spiagge dell’isola il paradosso di Achille e la tartaruga, le frecce al cielo che, pur non potendo mai arrivare, invece uccidono: una metafora per dire ‘mi sono innamorato’.  Cupido e quelle cose là. Mica storie. Zenone: non è che mentiva, a modo suo ancheggiava e illudeva chi voleva farsi un giro per sfuggire la realtà. La metafisica non ha prove. L’amore è un astrazione. Spesso il pensiero filosofico è irreale e basta.
Dunque Lampedusa, ma poi anche l’uscita di un libriccino “Odio gli Indifferenti” (A.Gramsci – Chiarelettere editore). Leggo come se un’amore mi prendesse la mano come piace a me, che non l’ho mai saputo spiegare e neanche chiedere, a dire la verità. “La fatalità che sembra dominare la storia non è altro, appunto, che apparenza illusoria di questa indifferenza di questo assenteismo.” Faccio un legame improvviso, una pensiero di chiarezza assoluta: il tempo non è mai passato, non si era mosso, sembrava. Anche il tempo è illusorio, anche il tempo può essere assunto a terreno di seminagione del destino e dunque, appunto: Lampedusa 22 marzo 2011 “ Noi non cerchiamo la ricchezza cerchiamo la libertà.” Già già e si piange di nuovo, e di nuovo senza farsi notare. Non si è mai smesso di commuoverci dunque. Non si sa quanto lo spirito assoluto sia irrealtà. L’amore è un’astrazione. Il pensiero filosofico è diverso dall’astrazione: se l’astrazione è il processo di formazione del pensiero, tuttavia a volte il risultato è una irrealtà e una inesistenza. Invece l’astrazione del pensiero potrebbe fermarsi ad uno stato fisico della materia, realizzare un cambiamento. Ricchezza. Libertà. Non è filosofia è pensiero e rende necessarie due altre azioni mentali: distinguere e rifiutare. L’astrazione porta di nuovo alla realtà della scelta. “L’indifferenza è vigliaccheria. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia” (ibid.)


la tana del jazz
metafisica

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