la vita, che ripara la nascita dalla morte

12 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

Ora è la bellezza infinita di una tinta d’ombra. Ora è chiaro che l’ombra fa la forma del quadro. Che ombra è il sangue della luce ferita dallo sguardo dell’artista che si fa nascere da sè venendo via dalle cose del mondo circostante. Mondo che lo ospita e che lui non ama di comune tiepido amore. L’artista ha l’ardire cocente che si fa strada attraverso i tessuti delle sue intuizioni. L’artista impedisce che, restando indefinite, le idee che gli nascono in mente di fronte alla realtà lo soffochino. Allora si mette all’opera. Incide la luce.

Edward mani di forbice: è ostetrico della notte.

Con l’umbratile sua sensibilità, con la tinta bruna della sua grazia infrange la lama gelida del buio. Distingue bene. Ha la vita della nascita.

La vita sta tra la nascita e la fine. La vita difende la nascita dalla fine.

L’artista non può fermare il tempo. Ma me lo rende diffuso come si fa avendo scoperto che un veleno poco per volta è una medicina.

Sono questi, per chi può capire, i giorni dopo la fine della pazzia.


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il sangue della memoria
grande cinema

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