la ‘realtà non materiale’ non esiste: ovvero l’addio ad un amore impossibile

24 Marzo 2014 Lascia il tuo commento

 

 

"LA REALTÀ NON MATERIALE NON ESISTE" copyright: claudiobadii

“LA REALTÀ NON MATERIALE NON ESISTE”
copyright: claudiobadii

Dal tuono continuo al silenzio impensabile si sviluppano e si espandono le  popolazioni delle parole. L’infanzia (il ‘senza linguaggio’) non è tuttavia il luogo dove staremmo dirigendoci nel processo di astrazione necessario alla realizzazione del pensiero verbale. La vita mentale non ha in sé la nostalgia innata. Solo la cultura ha scritto l’eredità e confermato come unico lascito agli eredi eruditi le retoriche esemplificative. Ma basta distrarsi un momento e le parole, sottratte ai vincoli, volano sopra il profilo della superficie delle membrane cellulari. In ammassi la materia ribolle e riflette frammenti e soffi. La biologia umana canta la natura vulcanica dell’ispirazione. Protagonista principale la biologia dice:

“Masse spettrali di voglie turbinano dall’orizzonte marino ora che la quiete si espande”.

Sono frasi di questo tipo, di tal genere di affabulazione senza alcun valore poetico, che hanno generato nella società i profeti dell’avvento di una Realtà di Natura Speciale. Ora è certo che si può risolvere l’inganno, togliere il trucco della seduzione di un linguaggio impreciso. Per spaziare nella luminosa luce ispirata dai riflessi marini (tirrenici si sa) traggo di quella realtà i vantaggi e mi invento una storia differente, dopo il caffè del pomeriggio e sotto lo stimolo del sole e del calo della temperatura. Contro le allusioni.

“Realtà Non Materiale sta inciso sulla moneta di stagno che rimbalza lungo la scalinata. Un ragazzino agile aspetta, captando secondo calcoli previsionali, il punto esatto nel quale si concluderà l’ultimo salto. E si mette di già nel punto preciso che è un punto nella mente e poi il ragazzo lo individua fuori di sé in un altro punto lungo il margine dell’ultimo gradino: cioè un luogo dentro il tempo del pensiero corrisponde ad un altro luogo lungo il margine di una pietra. ‘Tutto qui il sapere’- scrive frattanto l’illustratore nella didascalia alla base della tavola del fumetto che ha appena terminato di disegnare. Chi legge pensa, a sua volta, che il ragazzino -e contestualmente l’artista- abbiano voluto concedersi qualcosa sfuggito da un’insenatura dell’universo dove l’universo meno ribolle.

Mentre scrivo mi dico che “Non si sfugge! anche il sorriso sornione che si fa è ‘pensare’ e ‘pensare’ diventa realtà materiale del disegno poiché era realtà materiale (…fisica) della biologia al lavoro. Non è realtà non materiale neppure la bellezza. L’energia potenziale è materia”.

Immobile come una pietra esprimo la vitalità della mente mentre, insieme, devo aver avvertito il ‘voler comprendere’ come una perdita ulteriore di altre speranze di accordo, la conseguente solitudine per allontanamento di altri ancora e, senza comprendere le vie che legano la biologia del pensiero all’armonia della salute e questa alle necessità della resistenza alla pazzia…. tutto questo diventa un dolore al fianco. Come un punto lungo il profilo del gradino bianco del tuo sorriso, che mi aveva lasciato ancora una volta innamorato, si sposta nel pensiero e segna il dolore psichico in un luogo dentro il tempo della mia giovane vita, nello stesso istante un disco vertebrale lattescente è scivolato durante una rotazione per guardare la luce, e una invisibile porzione del suo margine ha fatto ernia. So di certo che essa è in una posizione, lungo la colonna vertebrale lombosacrale, appena più alta dell’emergenza delle radici dello sciatico. La diffusione del dolore è a metamero,  come il fuoco di Sant’Antonio causato dall’herpes zooster, insomma è una lama nel fianco. Ma il mio dottore non l’ho chiamato. La biologia non guarisce mai davvero. Solo la realtà materiale del pensiero continua sempre imperterrita a dar nomi alle cose: fino alla fine.

Siamo ragazzini che osservano una moneta di stagno rimbalzare giù dalla scalinata del paradiso. Dio vi aveva fatto incidere ‘realtà non materiale’ che è un inganno. Sul versante assolato (tirrenico) si canta: “Semmai voi chiamate realtà non materiale la natura della realtà materiale umana”. La spinta inflazionistica, nell’universo silenzioso della mente, genera la domanda sulla natura della realtà materiale di cui sono costituiti i sogni e gli esseri umani.

È che il cuore pensa e la mente fa il resto: che si dorma, o si sia in stato di coscienza.

Disegno la parola ‘cuore’ dal cui perimetro si svolge l’altra parola ‘pensa’. ‘La mente’ -scritto in un quadrato sottostante- da origine a sua volta, alla linea di inchiostro che traccia ‘fa il resto’ che è quanto rimaneva da scrivere. Ed è come avessi esaurito il pagamento di un debito. L’addio ad un amore ‘impossibile’.

 


irregolarità
natura morta

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