la parola ‘audacia’

10 Maggio 2017

Come quello che scopre il passaggio verso l’oceano di là dalla cordigliera. Come quello che sostituisce se stesso con un pubblico al buio. Come stanco di osservarmi per garantire di me. Mi lascio prendere dall’insidia delle solitudini. Che fanno diventare audaci. Studio il suono della parola audacia che si apre chiamando. Non fa a tempo ad uscire dal silenzio che subito chiede. Audace travolgo la corteccia d’aria e luce con la spinta della velocità. Sono fili di vento: gatto grigio che rabbuffa le fibrille dei miei sensori di prossimità. La complessità del dirupo davanti a me si semplifica nella frammentazione di una faglia che frana in mille sassolini. Chiamo in silenzio gettando al molo la fune di parole guizzanti in me. Muti bracciali che depongo al sole. Alle soglie di un nome dimenticato sorge intero il discorso della vita. Non un solo amore tu.


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Primo giorno di sole
Corvè

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