la grande confusione all’Ufficio del Nuovo Catasto Urbano

28 Maggio 2020 Lascia il tuo commento

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edilizia popolare Zona Sud

(collezione privata)


Parliamo e ci amiamo con foga o tenerezza. Niente da dire, in verità. I baci di oggi nel deserto normativo sono il vino rimasto di una vigna selvatica. È mercurio rosso.

I rossori di una tenerezza nascosta rimangono segni di una passione autistica, cioè ossimori coraggiosi. Ogni mattina comincia il discorso strappato ai sogni che resta in mente fino a notte.

Forse non sono sogni: forse sono i desideri di prima. Svelati. Infreddoliti. Sopravvissuti. Insistenti. Riproposti. Irriducibili. Sarcastici. Provocatori. Ridenti. Ossessivi.

Vengono domande che tolgono il fiato su quali siano i criteri delle scelte amorose, sui fondamenti dell’intimità, sui codici di accesso alla banca dei nostri segreti.

Interrogativi sul come si ricreerà un setting sicuro con le sue peculiari distanze felici. 

O quanto può aspettare d’essere amato un essere umano, quanto è importante essere amorevolmente pensati da chi amiamo e desideriamo. 

Sono richieste irritanti come un amore che non vuoi e ti ha preso. Uno strazio per la ragione sapere che l’unica medicina per l’ascesso è il rasoio di pretese senza alternative.

Domande che contrassegnano l’accelerazione della caduta. Non è la vertigine del piacere ma è compiacersi di una audacia propositiva.

“Tu hai fatto ‘questo’?”

Richieste alla finestra di una casa popolare di cento piani. Esigenze primarie a fondamento di un progetto urbano riconsiderato.

È successo, infatti, che nel giro di pochi mesi tutte le planimetrie si sono mostrate inadeguate e abbiamo dovuto buttare al macero le precedenti mappe della Nostra Città. 

Te la immagini la confusione all’Ufficio del Nuovo Catasto Urbano quando è arrivata la richiesta di costruire una città differente in cui nessuna strada è la scorciatoia di nessun altra ed ogni percorso va dritto al tuo cuore e dal tuo cuore o non va da nessuna parte? 


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