la fisica dei secondi

15 Settembre 2019 Lascia il tuo commento

La fisica dei secondi che mi scorrono addosso e mi attraversano ha l’inaudita capacità di volgermi a me.

Mi costringe a riferirti i risultati dell’analisi del mio sangue. Stampa dell’oggetto pittorico della tua visione. Esito a tirar fuori il bello di cui fossi eventualmente in possesso. 

Il tempo condiviso dovrei narrarti come recitazione un po’ autistica dei numeri primi. Le isole di felicità. I giorni. Le ore. I secondi che dura un respiro.

L’essere esseri umani al primo bagliore, e dopo.

“… per sempre…”

Quando tu te ne vai. Quando piove improvviso il cielo di nuvole nella stanza. Così la mente vigile è città di silenzi e torride umidità. E il mondo che si lascia e il mondo che si trova fuori sono due universi nuovi in muta rivolta che contengono i frammenti di una eternità sentimentale.

Storia di questi due. Estratti dal fango. In piedi appena nati. Mentre gridano stupefatti le loro identiche posizioni riguardo a tutto.

“Anch’io”.

“Anch’io”.

I ragazzini, nelle corti e negli anditi ombrosi delle case popolari, non si rincorrono forse, da che mondo è mondo, da mattina a sera? 

E migliaia di donne, nella polvere di terre originarie e agli angoli del mondo in guerra, non intrecciano, da sempre, fili di misure e colori variabili per una felicità distopica sotto le bombe? 

La tribù, presso il mio amore di te, ascolta il lamento del vento e tutti volgono gli occhi al cielo e vedono animarsi le costellazioni costrette da una forza che contiene profezie.

Quel che resta di arcaico svegliato dal desiderio sento alzarsi dalla linea di orizzonte tra due cieli di aria e di sabbia.

La corrente astrale di parole iniziali.

” …mai più senza te… “

Ed è tutto.


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abbacinante Antartide di oggi
teste calde all'equatore

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