la filogenesi non sviluppa necessariamente una specie di persone oneste

1 Ottobre 2020 Lascia il tuo commento

Ho sempre pensato che si dovrebbero accarezzare aree del corpo trascurate. Che l’ho sempre pensato non è esatto. Voglio dire: l’ho sempre saputo.

 

Certe cose si sanno. Credo che non abbia a che fare con il DNA nucleare. Ma con la chimica dei mediatori dell’espressione. Sono spurie acquisizione a causa epigenetica. 

 

Ci offrono attitudini e saperi. Qualificano tratti altrimenti appiattiti di identità. Tratti strappati al silenzio da una mutazione occasionale. Fenomeni di retroguardia.

 

La specie avanza. Ma, nelle retrovie, è ridente baldoria tra anomali somiglianti. Un po’ ebbra, alla guida, l’epigenetica* è scienza/ragazza adolescente e incerta e promettente.

 

Ammantati d’improbabilità, alcuni, abbiamo ereditato nozioni somatiche che ci si sono impigliate addosso durante la vita galleggiante prenatale e alla fontana ridente del nascere.  

 

Figli di immotivate evenienze, che non si esauriscono per tutta la nostra vita, si sta: senza capire. Voci roche. Vivi per regalo.  Per scusa. Per riflesso d’una simpatia. Per miracolo.

 

“Sono fatto così!” è per chiedere scusa. Con convinta contrizione. Con certezza di non poter essere perdonati più. Meglio di altri si sa che non  ci sarà giustificazione dell’inatteso.

 

Di origine imprecisata siamo a conoscenza di verità infondate. Sfuggiti alla provvidenza di una evoluzione in assetto di marcia che ci trascura mentre urla fanfare di conquiste.

 

Fummo generati nella furia di desideri da retropalco. Figli di turbamenti (che ebbero, si suppone, conseguenze chimiche sui geni dell’espressività) si sa la verità riguardi agli accordi imprescindibili. 

 

Recitiamo contro il tragico: nei teatri d’opera.  Amiamo la messa in scena di copioni da commedia suburbana: nel mezzo di lussuose scenografie di drammi lirici.

 

Siamo bohémienne traviati da mutazioni transitorie: che causano cambiamenti ininfluenti per la specie, ma, in noi, si manifestano per tutta la vita.


Facili alle dichiarazioni: “Ti amo” sarebbe la nostra espressione preferita. Ma restiamo silenziosi il più del tempo. Per non sprecare un’occasione di essere onesti.

 

* (nota: in relazione il candidato si procuri conoscenze di base, in forma di fascinazioni, promesse e primitivismi. Si lasci tentare dall’inappropriato. Se non proprio dal proibito. Ma non tema troppo..)


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