la crudeltà trascorsa è un corpo bellissimo deposto ai nostri piedi

26 Settembre 2020 Lascia il tuo commento

Da dove? Dall’alto. Scendere. Contare le nuvole. Dichiarazioni alle guardie di frontiera. Vuotare gli zaini. Massi preziosi da scaricarsi di dosso.

 

“Amori da dichiarare?”

 

“Oh certamente signor ufficiale!”

 

“Nuvole di granito, signore, come può vedere. Ascolti! Si avvicini. Non tema.”

 

Questo. Vorrei dire. Eravamo partiti che sono trentasette anni. L’emigrazione ha avuto effetto. Abbiamo finito per somigliare alle foto segnaletiche scattate ai noi di adesso. Ci eravamo messi sulle nostre tracce, infatti. Sul filo dell’arrivo era l’appuntamento.

 

La guardia di confine che nel sogno regola gli ingressi e le uscite suscita per questo tutto il mio interesse.

 

“Per caso c’è stato un amore incidentale che Le ha traversato la mente?”- chiede.

 

Già: perché è l’analista, credo. I sogni, d’altra parte, oggigiorno, vengono interpretati per il contesto. Non si fa più prevalere il concetto. Nei sogni di frontiera, è la qualità dei transiti che preme. Ci chiediamo:

 

“Chi..”

 

Non ci perseguitano i


“Perché…”

 

E poi è difficile non convenire che i sogni sono essi stessi fenomeni di frontiera. Non sono tutti disposti sulla frontiera come sentinelle? Non è retorica l’interpretazione medesima che sembra affermare e invece chiede e chiede e chiede?

 

“Astrologici, i transiti..?!”

 

Così l’ufficiale, come volevasi dimostrare. Inevitabilmente. Pare che voglia un chiarimento ma svela una curiosità. E dopo, compunto, tutto indaffarato, contiene appena il lavorìo mentale che è tutto intento a indovinare.

 

Anche lei si è fatta imprevedibilmente solerte al suono delle mie parole. L’amore seminato ha fruttato erbe aromatiche.

 

Inevitabile che si sarebbe sentita chiamata. Da boschi traversati quando era ragazzina salgono note di erbe primitive che le salgono come aghi ai nuclei olfattivi.

 

Sono crepitìi di una nidiata di uova schiuse. Non fanno più paura.

 

“Sono miei ricordi. Sono io, ancora..” si rassicura.

 

L’ufficiale alza la sbarra. Il mondo annuisce. È una sollevazione. Uno sciame. Una barbarie che non fa male.

 

La crudeltà trascorsa è un corpo bellissimo deposto ai nostri piedi. Una storia da provare ad indossare per cambiarci il destino. Toglierci i vizi. Curarci le abitudini. 


dal nostro inviato sul fronte della battaglia (1)
nessuno sa

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