la coscienza a posto

26 Marzo 2020 Lascia il tuo commento

la porta della reggia di Micene

(collezione privata)


Lavoro con la luce e il buio questi giorni. Dopo i muri fotografo ceramiche arcaiche e bassorilievi in pietra. Cerco il colore delle  ossidazioni. Lavoro con carta nera per fissare il buio. Il buio è il colore della sparizione delle cose fisiche.

Alla scomparsa della realtà materiale non resta alcun colore. 

Per non morire sommerso dall’asfissia mi affido al dolore di un taglio. Tengo viva col sangue la fantasia di quella che sparendo si è portato via il senso. 

Poi uso speciali filtri fotografici per ricavare i toni di antiche apparizioni e sparizioni che hanno il bruno caratteristico dell’ambra: che contiene reperti di entomologia archeologica.

La mancanza di te avvince e stritola lentamente. Vorrei vederti, per parlarti con gli occhi ciechi per la lontananza.

Devo restare sveglio fino a vederti riapparire, e riconoscerti finalmente per poi dormire con la coscienza a posto. 

Perché tutto vada bene devo fissare in mente che l’altro è l’unica cosa che conta.


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