la barca sul divano

29 Luglio 2020 Lascia il tuo commento

La barca pescatrice(*) mi porta discosto dalle certezze della piattaforma continentale. Sicché più che altro vedrai da oggi nei miei occhi il riflesso dello sprofondo oceanico.

 

Le tue carezze sono buio generativo, risacca e dichiarazioni di pace e dopo io mi chiedo chi sa vedere nei propri incontri d’amore l’iride della terra e il segreto del pianeta.

 

Chi sa decifrare l’alfabeto negli alterni bagliori di guardare dove dicono che non c’è niente. “Non c’è niente” dicono. E lo ripetono: con disprezzo e distrazione e noncuranza.

 

Nel sentirli ogni volta io sovrappongo, per esempio, una barca un divano e una vernice(*).

 

Come se l’incoerenza delle figure mi consolasse che ancora per un poco resta valida la possibilità dell’impossibile.

 

(*) vedi l’immagine nel post precedente.


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fine luglio
parole, cose, metafore e verità

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