Inconscio Mare Calmo

26 Giugno 2017 Lascia il tuo commento

Nel non finire consiste il tempo per cui l’umanità ha per essenza la modestia e poi definitivamente (in modo irreversibile) l’umanità diventa modestia. Così la conoscenza è una velatura al lavoro nel vento dove le cose pensate si diffondono e cambiano subito forma. La vita mentale subisce gli effetti di dispersione del calore della biologia cerebrale e lungo la superficie di diffusione io abito nel non finito della Tempesta. Sento la grande difficoltà di durare in una farsa terribilmente somigliante all’assolutamente vero che il sentimento soggettivo è rispetto al mondo interno di tutti i miliardi di altri. Un dolore così umano. Che impone condizioni. Sono arrivato nel fuori dall’area delle cose semplicemente consigliabili. Fuori dal giudizio.

Se dico inconscio mare calmo, sottraendolo al suo senso puramente tecnico di dato scientifico di una scoperta per riportarlo a me, ho un’idea di mare denso e poetico. Dove si resta presi. E il nuotare è ‘la scienza’.


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